L’AQUILA – Si spacca sempre più la maggioranza in Provincia dell’Aquila dopo la divisione in due fazioni all’interno della rinata Forza Italia.

Come già ipotizzato da AbruzzoWeb, i 5 consiglieri provinciali del neonato gruppo forzista hanno scritto al presidente dell’ente, Antonio Del Corvo, chiedendo di avere un assessore esterno nella Giunta che li rappresenti “oltre alla vice presidente Antonella Di Nino“.

Si tratta di una mossa che segna ancor più la distanza con gli assessori già inseriti nella squadra di Del Corvo, comunque riconducibili a Forza Italia ma appartenenti a un’altra frangia: Roberto Tinari e Guido Liris.

Quest’ultimo, in particolare, che è anche capogruppo Fi nel Consiglio comunale dell’Aquila, sta portando avanti una sua strategia e visione di partito culminata con l’evento pubblico di inaugurazione di una “sede provinciale” aquilana cui hanno partecipato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e la senatrice Paola Pelino.

Dall’altro lato c’è un’altra fetta del partito, incarnata dall’assessore regionale Gianfranco Giuliante, che guida tutta una schiera di ex Alleanza nazionale entrati nel rinato partito dei berluscones a partire da metà novembre, quando nel capoluogo è arrivato l’ex ministro Altero Matteoli, e che rivendicano il ruolo di coordinatore provinciale in prorogatio secondo una lettera di Denis Verdini per Alfonso Magliocco.

La guerra tra gruppi punta dritta alle candidature per le prossime elezioni regionali, in cui il rampante Liris intende giocare un ruolo da protagonista per mettere in discussione le ricandidature annunciate in campo aquilano degli uscenti Giuliante e Luca Ricciuti.

La battaglia aquilana è solo un tassello del complesso mosaico regionale del partito azzurro, che vede sfidarsi il governatore Chiodi e il deputato ed ex vice coordinatore del Popolo della libertà Fabrizio Di Stefano, che prendono caffè insieme e dichiarano buoni rapporti ma in realtà si contenderanno il dominio.

Secondo i giuliantiani, con la lettera a Del Corvo i consiglieri forzisti “sfiduciano” la fazione Liris-Tinari, rappresentanti in Giunta di un solo consigliere provinciale, Paolo Federico, rimasto nel gruppo della ex lista civica di centrodestra di Mimmo Srour, “Per L’Aquila”, non potendo aderire al gruppo canonico di Fi dei suoi avversari.

Va sottolineata la peculiarità nella richiesta di un assessore “esterno” rispetto agli attuali consiglieri, motivata dallo scopo di non scompaginare ancora il fronte, visto che in Provincia chi entra in Giunta da eletto deve dimettersi dal Consiglio.

Anche se, qualora fosse nominato assessore un consigliere forzista e appunto si dimettesse, al suo posto entrerebbe Roberto Romanelli, giuliantiano, quindi dal punto di vista degli equilibri non cambierebbe nulla.

Curioso è che Romanelli, primo dei non eletti della lista del Popolo della libertà, era nella Giunta iniziale di Del Corvo ed era stato fatto fuori proprio per un rimpasto in nome degli equilibri politici.

Al suo posto era entrato il segretario regionale della Destra di Storace, Luigi D’Eramo. Proprio quest’ultimo, tra l’altro, nei giorni scorsi è stato protagonista di un clamoroso riavvicinamento con Giuliante, del quale era da anni nemico storico, dai tempi in cui si sfidarono per la leadership in un congresso di An che ricordano in molti con la vittoria del mentore sul delfino, che poi cambiò partito.

L’impensabile alleanza Giuliante-D’Eramo potrebbe portare a scenari fin qui difficilmente ipotizzabili, alcuni dei fedelissimi hanno ipotizzato perfino un clamoroso ingresso nel partito per “rinforzare a destra” una Forza Italia ancora alla ricerca di una sua identità complessiva. Alberto Orsini

LE REAZIONI

D’ERAMO: “HO VISTO GIULIANTE, MA NESSUNA ALLEANZA”

Nessun riavvicinamento tra gli storici nemici Gianfranco Giuliante e Luigi D’Eramo.

Lo assicura quest’ultimo, assessore provinciale, consigliere comunale e segretario regionale della Destra, replicando all’articolo di AbruzzoWeb che ha parlato di una possibile alleanza tra i due dopo la sfida del 2007 all’interno di Alleanza nazionale.

D’Eramo parla di “ricostruzione simpaticamente fantasiosa” smentendo la possibile ricucitura, ma ammette l’incontro con Giuliante, pur definito “casuale”.

Si smarca, inoltre, dalla vicenda del rimpasto di Giunta provinciale richiesto da una delle fazioni in cui è spaccata la Forza Italia aquilana, “non trattando vicende che non riguardano il mio movimento politico”, che resta quello storaciano, coinvolto nel tentativo di ricomposizione di Alleanza nazionale.

LA NOTA COMPLETA

In riferimento all’articolo da voi pubblicato questa mattina dal titolo “Giuliante – D’Eramo alleanza” ritengo opportuno fare alcune precisazioni.

Andiamo per ordine.
La Destra entrò a far parte della Giunta Provinciale sostituendo la rappresentanza di Futuro e Libertà, il partito nato per volontà di Gianfranco Fini che si pose fuori dalla coalizione del centro destra.

Quindi il mio ingresso nella squadra di Antonio Del Corvo avvenne dopo la rimozione dell’Assessore Vincenzo Patrizi e non di Roberto Romanelli (Pdl).

Proprio la settimana scorsa nelle comunicazioni di appartenenza politica, richieste dal Presidente della Provincia a tutti i componenti della Giunta, ho “certificato” il mio incarico di Segretario Regionale de La Destra.

Nello svolgimento del mio ruolo ho contatti sistematici con tutti gli esponenti politici che rappresentano la coalizione di cui anche noi facciamo parte.

In meno di due giorni mi è capitato di incontrare il Vice Presidente del Consiglio Regionale Giorgio De Matteis, di salutare l’On. Fabrizio Di Stefano e il Presidente Gianni Chiodi, di relazionarmi con il Capogruppo Provinciale di Fi Gianluca Alfonsi, di pranzare dopo i lavori delle commissioni con i consiglieri provinciali del Nuovo Centro Destra e ho anche incontrato casualmente alla Villa Comunale l’Assessore Regionale Gianfranco Giuliante, il quale mi ha voluto esprimere parole di vicinanza per un lutto che ha colpito la mia famiglia.

Ora parlare di alleanze o di ingressi mi sembra quantomeno una ricostruzione simpaticamente fantasiosa, anche perché se seguissimo la logica che parlare con alcuni amici significherebbe stringere alleanze o passaggi ogni giorno qualcuno dovrebbe cambiare partito.

Infine calare in un articolo, che parla di richieste di rimpasti della Giunta Provinciale, l’ipotesi di una mia adesione a Forza Italia, potrebbe apparire come un tentativo di voler tirare dentro La Destra in un confronto politico tutto interno al Gruppo Consiliare Provinciale ed al partito di Berlusconi, rispetto alla quale iniziativa non esprimo nessuna considerazione non trattando vicende che non riguardano il mio movimento politico.