L’AQUILA – La Provincia dell’Aquila blocca la Scuola edile.
È infatti impantanato negli uffici dell’amministrazione provinciale, come confermano i tecnici del Comune, il progetto di realizzazione della nuova sede dell’Ente a San Vittorino (L’Aquila), un’opera da 4 milioni di euro i cui lavori sono fermi al palo da quasi tre anni.
Motivo dell’impasse, lo spostamento imposto dalla soprintendenza di poche decine di metri della costruzione che dovrà essere realizzata, a causa di un ritrovamento archeologico, una stalla o un magazzino di epoca romana.
Questa novità ha reso necessaria l’integrazione dell’accordo di programma, e alla fine dell’anno scorso la firma del sindaco, Massimo Cialente, e del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, avrebbe consentito di far partire l’iter per l’avvio dei lavori: delibera di Consiglio comunale, sottoscrizione della convenzione da parte dell’Ente, la Cassa edile, permesso di costruire e, finalmente, la consegna.
Ma qualcosa è andato storto: tre mesi dopo, l’accordo integrativo ancora non viene sottoscritto. A tirare in ballo la Provincia, che ha avanzato “perplessità” sul progetto, è il vice dirigente del settore Urbanistica del Comune, Marco Bolzari, che sta seguendo la vicenda.
“I funzionari provinciali – spiega – anche se verbalmente hanno avuto qualche perplessità. Più di venti giorni fa abbiamo chiesto loro di spiegare che cosa ne pensano in via definitiva”.
In particolare, dalla Provincia “è stata ritenuta necessaria una rivisitazione del progetto, visto che viene spostato rispetto a come era previsto”, spiega il dirigente.
In ogni caso, si attendono novità a breve dal settore Urbanistica, guidato da Francesco Bonanni, ma al tempo stesso si pensa già a un’alternativa. “Abbiamo scritto una nota alla Provincia con la quale abbiamo chiesto notizie – conclude Bolzari – ma ancora non ci rispondono. Penso che arriverà a breve, perché è stata fatta quasi un mese fa, ma eventualmente studieremo soluzioni alternative”.
Al momento quindi è bloccata l’attività dell’Ente, che riveste un ruolo importante in questa fase di ricostruzione, e non deve sfuggire che, essendo stati i lavori già assegnati, la ditta appaltatrice potrebbe richiedere danni alla Scuola edile in caso di nuovo rinvio alle calende greche, aggiungendo un ulteriore esborso economico ai danni istituzionali.
Una nuova paralisi burocratica dentro gli uffici provinciali, che fa il paio con l’accusa di “melina” rivolta all’Ente da proprietari terrieri aquilani sull’annosa questione delle aree a vincolo decaduto, che dovrebbero essere ridisciplinate per poterci costruire e che invece sono ferme al palo. Proprio come la scuola edile. (alb.or.)
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