L’AQUILA – Cosa accade se un sindaco termina il suo mandato nel bel mezzo di quello da presidente della Provincia? A questa domanda non ha risposto, almeno esplicitamente, la riforma dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio (oggi ministro delle Infrastrutture), che ha trasformato le Province in enti di secondo livello, con l’elezione dei suoi organi che avviene a suffraggio ristretto, cioè con sindaci e consiglieri comunali che eleggono presidente e consiglieri provinciali.

Tanto che la Provincia dell’Aquila si è trovata davanti un caso del tutto inedito, con la decadenza del presidente Antonio De Crescentiis, che domenica scorsa ha terminato il mandato da sindaco di Pratola Peligna.

“C’è un vuoto normativo perché non è scritto da nessuna parte in modo chiaro e inconfutabile come si debba agire in caso di decadenza del presidente, ma la soluzione che si è trovata è legittima e politicamente la più sostenibile”, dice De Crescentiis, fino a domenica scorsa primo cittadino di Pratola e presidente della Provincia, dopo le polemiche sulla nomina di Fabrizio D’Alessandro, che ha preso il suo posto.

“Il segretario provinciale, Paolo Caracciolo, ha prospettato una ipotesi tecnica, secondo una interpretazione per la quale la presidenza passasse ad interim al consigliere anziano, cioè il più votato, che è Paolo Federico – spiega – ma ci è sembrato anomalo, facendo lui parte della minoranza”.

“La soluzione che si è trovata era politicamente più sostenibile, in quanto D’Alessandro già consigliere provinciale e visto che Nicola Pisegna sarebbe decaduto da consigliere non essendosi ricandidato ad Avezzano ed essendo lui diventato consigliere provinciale in seconda battuta della legge Delrio, cioè da consigliere comunale”.

“È anomalo il fatto che non c’è una norma che preveda cosa succede – ammette De Crescentiis – ma la scelta politica non è anomala. Non c’è stato nessun accordo tra centrodestra e centrosinistra, è stata solo una comunicazione di servizio del segretario, fatta per le vie brevi, alla fine dell’ultima seduta del Consiglio provinciale”.

Che “non c’era nessun accordo, è solo una questione di procedure”, lo dice anche lo stesso D’Alessandro.

“All’albo pretorio vengono pubblicati solo decreti e delibere, quello è un atto del presidente che non viene pubblicato sull’albo, si richiede con l’accesso agli atti”, spiega replicando al capogruppo di Forza Italia al Comune dell’Aquila Guido Liris, che ieri ha puntato l’indice proprio contro il “percorso amministrativo seguito”, invocando l’intervento del prefetto.

“Il vice presidente diventa presidente facente funzioni per l’ordinaria amministrazione, per condurre alle elezioni del 30 luglio, già indette da De Crescentiis – aggiunge D’Alessandro – La procedura è lineare, è vero che secondo lo Statuto la comunicazione va fatta al Consiglio provinciale, e lo farò quando si riunirà per il rendiconto, anche perché non ne sono previsti altri. Abbiamo chiuso l’operato, non posso fare nomine né delibere. Sono vice presidente facente funzioni, non sono presidente”, rimarca.

Sul nuovo presidente D’Alessandro non si sbilancia: “Aspettiamo l’esito dei ballottaggi di L’Aquila e Avezzano – dice – perchè con il voto ponderato il peso politico è diverso a seconda del risultato che si avrà il 25 giugno. Se vinciamo la presidenza spetterà sicuramente al centrosinistra, ma bisogna capire a quale territorio farlo esprimere e fare una attenta analisi”.

Tuttavia “al momento non ci sono neanche ambizioni – ammette – anche perché è un ruolo attualmente difficile, non riusciamo neanche a chiudere le buche delle strade con il bilancio che abbiamo”.

De Crescentiis, “da martedì regolarmente in ufficio dopo anni di aspettativa non retribuita”, dal canto suo si dice “serenissimo”, pur sperando che “chi si è speso venga preso in considerazione” quando sarà il momento di scegliere le prossime candidature, tra Regione e Parlamento.

“Dopo dieci anni sto recuperando una mia dimensione tutta personale – dice – Ho le mie passioni, la bici, la piscina, i libri e gli amici che mi hanno sostenuto in questi anni. Sono abituato a guadagnarmi da solo le cose”.