LANCIANO – Tra Pescara e Chieti, il Comune di Lanciano (Chieti) sceglie la città adriatica e si dice pronto a dire addio al suo vecchio capoluogo di provincia.
Al Consiglio comunale di oggi pomeriggio arriva, infatti, un ordine del giorno della maggioranza del sindaco, Mario Pupillo (Partito democratico), per “buttare a mare” Chieti, proponendo un’unificazione tra la provincia teatina e quella pescarese con la città più numerosa, Pescara appunto, capoluogo di provincia.
Proprio quello che il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, aveva cercato di scongiurare con i numerosi appelli all’unità e cercando di far capire ai centri della provincia teatina che dall’unione delle due province nulla di buono sarebbe arrivato, visto che in un territorio molto più vasto avrebbero dovuto subire la concorrenza di centri floridi della provincia pescarese come Montesilvano o Penne, per fare solo qualche esempio.
Il discorso di Di Primio non sembra aver attecchito e Lanciano, evidentemente, non mostra di temere confronti. Forte della vicinanza dell’unica zona industriale ancora in buone condizioni in tutto il territorio abruzzese, la Val di Sangro, il capoluogo frentano ha sempre scalpitato alla ricerca di un ruolo maggiormente rappresentativo.
Per anni l’attuale vice sindaco, Pino Valente, si è battuto perché Lanciano potesse essere messa a capo di una provincia frentana, quando in tutta Italia nascevano nuove province. Passato quel treno, su cui Lanciano non è riuscita a salire, adesso la città non vuole farsi scappare un’altra occasione, quella di veder riequilibrate le risorse e le attenzioni tra il comprensorio a Nord rappresentato da Chieti e Pescara e la parte Sud della provincia teatina.
“In un’ottica di tagli alle spese – dice ad AbruzzoWeb il sindaco di Pupillo – crediamo che si debba pensare prima di tutto a risparmiare e ottimizzare le risorse e da questo punto di vista i due capoluoghi di provincia a dieci chilometri di distanza sono senza dubbio un’anomalia che ci trasciniamo dietro da decenni e che ora abbiamo la possibilità di sanare”.
Secondo Pupillo questa “anomalia” sta portando da tempo a squilibri nei confronti della zona Sud della provincia teatina, a danno delle zone interne e di centri come Lanciano e Vasto: “Non si possono avere due grandi ospedali e due tribunali a pochi chilometri di distanza e poi nel resto del territorio nulla – continua il primo cittadino – i servizi sono sempre più accentrati nell’area Chieti-Pescara e nel resto del territorio si avvertono in maniera sempre più profonda i tagli governativi”.
Quanto alla concorrenza di altre città del Pescarese, Pupillo dice di non essere spaventato affatto e ricorda di aver chiesto, insieme ai sindaci di Vasto (Chieti), Sulmona (L’Aquila) e Avezzano (L’Aquila) di legare al riordino delle province quello dei territori, tornando a una vecchia idea della Regione di qualche anno fa che voleva suddividere l’Abruzzo in sette subterritori, per riequilibrare le risorse anche per le aree che adesso sembrano un po’ dimenticate dalla programmazione regionale.
Per il resto, conclude Pupillo “le province dovrebbero scomparire tutte. Questo riordino non sta facendo altro che creare tensioni e confusione, in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando ora”.
In questo scenario, infine, le forze d’opposizione faranno sentire la propria voce nel corso di una conferenza stampa convocata nel primo pomeriggio di oggi.





