L’AQUILA – Un’emergenza incendi che nel pieno dell’estate ha comportato per la Protezione Civile uno sforzo senza prececendi, che a stagione ancora in corso ha già superato per intensità alcuni dei numeri dell’intera campagna antincendio boschivi (AIB) dello scorso anno: dal 4 luglio al 10 agosto sono stati 168 gli eventi gestiti sul territorio regionale, con in campo 8.208 unità di personale, 2.682 mezzi e 220 ore di volo dei due elicotteri regionali.
È questo il quadro emerso questa mattina nel corso della visita che il prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano, ha fatto all’Agenzia regionale di Protezione Civile e alla Centrale Unica di Emergenza, per portare personalmente il proprio ringraziamento agli uomini e alle donne che, anche durante il periodo delle ferie, hanno garantito turni ininterrotti e continuità nelle attività di emergenza.
Ad accoglierlo il direttore dell’Agenzia, Maurizio Scelli, il quale ha sottolineato il valore “di un riconoscimento arrivato direttamente da chi, in queste settimane, ha seguito da vicino la gestione dell’emergenza”.
“La sua presenza oggi ci gratifica, ci motiva e ci dà ancora più forza e coraggio – ha detto Scelli – perché abbiamo sentito addosso la sua stima, la sua considerazione e la sua fiducia. Nei momenti difficili che abbiamo vissuto è stato importante”. Scelli ha voluto trasformare l’incontro istituzionale in un ringraziamento pubblico a chi, in queste settimane, ha lavorato lontano dai riflettori: si tratta del gruppo composto da dirigenti, funzionari, capi ufficio e dipendenti della Protezione Civile che, accanto a volontari, Vigili del Fuoco e Forze dell’ordine, hanno sostenuto l’intera macchina organizzativa. Ma prima ancora dei dipendenti, Scelli mette in evidenza il ruolo dei volontari, i quali “hanno dato l’anima”.
“Sono sempre loro quelli che, alla fine, danno il meglio di sé stessi senza chiedere nulla in cambio. Sono un bene preziosissimo e meritano un riconoscimento per quello che hanno fatto e continuano a fare”. Poi il passaggio sui professionisti della struttura.
“Accanto ai volontari ci sono professionisti che in questi giorni hanno messo competenza, cuore e passione. Hanno messo da parte gli impegni familiari, hanno rinunciato alle ferie e hanno dato tutto quello che era possibile per affrontare un’emergenza particolarmente dura”.
Un lavoro raccontato dai numeri della campagna AIB, ma anche da quelli della Centrale Unica di Emergenza. Dall’inizio della campagna antincendio a oggi, il numero unico di emergenza, 112 Abruzzo, Italia e ha gestito 65.531 telefonate, con una media di circa 2.427 chiamate al giorno e un picco superiore alle 3.000 segnalazioni nei giorni di maggiore criticità. Di queste, 34.608 sono state inoltrate alle Centrali operative di secondo livello, mentre circa il 47% è stato filtrato direttamente dagli operatori, perché riconducibile a emergenze già segnalate o a richieste non necessarie di ulteriore trasferimento.
Numeri che raccontano anche l’efficienza della prima risposta: il tempo medio di attesa dell’utente è stato di 5,8 secondi, mentre il tempo medio di gestione della chiamata si è attestato a 49,7 secondi. Particolarmente significativo il dato sugli incendi: 5.049 telefonate sono arrivate al NUE per segnalare roghi nel periodo considerato.
Un dato che, con la campagna ancora aperta, fotografa una pressione operativa già superiore a quella registrata nello scorso anno, soprattutto sul fronte dell’impiego delle risorse aeree e dei relativi costi.
Gli interventi hanno interessato tutto l’Abruzzo, con una particolare concentrazione nelle province di Chieti, Teramo e L’Aquila, senza risparmiare il territorio pescarese.
Ma per Scelli, dietro ai numeri, c’è soprattutto una squadra. E anche il sostegno ricevuto dalle istituzioni. Un punto sul quale il direttore dell’Agenzia vuole essere particolarmente chiaro, anche alla luce delle critiche espresse nei giorni scorsi nei confronti del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
“Contrariamente a quello che si è detto, io ho avuto tutto quello di cui avevamo bisogno – ha spiegato Scelli – dal Comune e dal sindaco Biondi, che ci è stato sempre molto vicino, riponendo la massima fiducia in tutti noi e garantendo il pieno sostegno di tutta la macchina amministrativa ed organizzativa comunale: dagli operai alla logistica, persino ai panini, non ci è mancato nulla”.
Ed ancora: “Abbiamo avuto fisicamente presenti i responsabili del Comune, dal segretario generale agli assessori, ciascuno per la propria competenza. E con il presidente della Regione, Marco Marsilio, abbiamo avuto un rapporto diretto. Così con il direttore generale, Vincenzo Rivera, con il direttore delle risorse e del bilancio, Fabrizio Giannangeli. Perché l’emergenza costa e costa molto. Se la macchina ha avuto il carburante necessario per andare avanti, è perché le istituzioni hanno risposto”.
Una sottolineatura che Scelli accompagna con un messaggio preciso alla politica.
“Quando mi si dice che l’Agenzia non funziona, io rispondo con il lavoro di questi ragazzi. Sono uomini e donne che la mattina entrano in ufficio senza sapere quando usciranno. E quando finalmente vanno via, spesso lo fanno con l’angoscia e quasi con il senso di colpa di aver lasciato l’ufficio”.
Ed è proprio su questo punto che la visita del prefetto assume, per Scelli, un valore che va oltre il semplice gesto istituzionale, “un gesto che per noi vale molto – ha ribadito a fine visita al dottor Cusumano.





