TERAMO – Solo la metà dei 47 Comuni della provincia di Teramo si è dotato di un piano di Protezione civile: è quanto emerso nel corso della riunione che il prefetto di Teramo, Eugenio Solda’, e il presidente della Provincia, Valter Catarra, hanno organizzato per incontrare i sindaci del Teramano e discutere di prevenzione delle emergenze.
“La prevenzione è importante – ha sottolineato Catarra – ma l’esperienza delle recenti alluvioni insegna che bisogna fare sistema anche nella fase del dopo-emergenza, in cui gli enti locali non possono essere lasciati soli, altrimenti vengono meno le risorse per fare prevenzione e ordinaria manutenzione”.
Nel corso della riunione si è appreso che urge individuare la localizzazione di una nuova sala operativa, perché quella della Prefettura non è adeguata alla norme antisismiche.
Si pensa di unirla a quella della sede dei Vigili del Fuoco, implementandola con la cartografia del Sistema informativo territoriale (Sit) della Provincia.
Da oggi, inoltre, entra in vigore il protocollo d’intesa siglato tra Regione Abruzzo e Prefetture che prevede un sistema nuovo, definito ‘multi rischio’, di allertamento.
La Regione, ha spiegato il direttore della Protezione civile regionale, Carlo Visca, “ha deciso di sostituire il sistema di comunicazione via fax con un sistema di invio di sms sui telefonini dei sindaci; un ulteriore passaggio sarà approdare alla piattaforma multicanale per il collegamento e la comunicazione in tempo reale con i Comuni”.
Altro aspetto è l’importanza dell’informazione alla popolazione: i Comuni, insieme ai piani, devono predisporre strumenti informativi, anche semplici depliant, che diano le informazioni essenziali in caso di emergenza, con l’indicazione delle aree di ammassamento, di primo soccorso e delle vie di fuga.
“Nella redazione del piano provinciale – ha spiegato l’assessore provinciale all’Urbanistica Vincenzo Falasca – bbiamo cercato di assicurare il massimo coinvolgimento con l’organizzazione di incontri nei vari Comuni. Abbiamo fatto la scelta prioritaria di orientare la pianificazione provinciale al rischio idrogeologico, dove la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, senza tuttavia trascurare altri rischi, come quello sismico”.





