PESCARA – “Impiegheremo 30 minuti e non 30 giorni a rispondere al dirigente Anac Filippo Romano, e E soddisferemo tutte le sue premure relative alla consistenza del canone del project financing del nuovo ospedale di Chieti, che sarà contenuto al massimo consentito. C’è però il sospetto che qualcuno ha informato male l’Anac”.
A parlare è il presidente della Regione Luciano D’Alfonso che ha convocato una conferenza stampa assieme all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci per fare chiarezza sulla lettera arrivata dall’Agenzia Nazionale Anti Corruzione (Anac), in merito al project financing del nuovo ospedale di Chieti da 500 posti e presentato dall’Icm del gruppo Maltauro, in sostituzione del vecchio Santissima Annunziata che ha problemi di sicurezza sismica, e di cui si attende, in base ad un ultimatum della Regione, la dichiarazione di pubblico interesse entro il 30 aprile da parte della Asl, a cui poi dovrà far seguito un bando di gara europeo.
Una conferenza stampa convocata a poche ore da quella dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi, da cui erano partite le segnalazioni, il dirigente Filippo Romano e che ha sventolato la lettera di risposta che annuncia l’apertura di una procedura come la conferma delle ombre sul project, che per M5s è un pessimo affare per le casse regionali.
D’Alfonso però oltre ovviamente a difendere a spada tratta il project, e l’operato della Regione,ricorda che è stata in primis proprio la Regione a cercare la stretta collaborazione dell’Anac, inviando tutta la documentazione necessaria al suo lavoro di controllo. E avanza anche il sospetto che l’agenzia diretta da Raffaele Cantone sia stata “raggirata” con informazioni non corrette relative alla procedura abruzzese.
Nella lettera Anac si afferma che “le osservazioni del Segnalante non si incentrano su aspetti procedurali secondari, bensì pongono il tema più rilevante della fattibilità dell’opera con la finanza pubblica. In linea di principio le dette osservazioni sono meritevoli di approfondimento”.
E meritevole di approfondimento è in primis “la verifica di convenienza a ricorrere alla finanza di progetto rispetto a una ordinaria procedura di appalto con richiesta di finanziamento alla cassa Depositi e Prestiti e gara pubblica con progettazione definitiva”.
L’apertura del procedimento avrà la durata massima di 180 giorni, prevede le audizioni dei soggetti destinatari della missiva e quindi, la Asl, il presidente D’Alfonso e la consigliera Marcozzi, che dovrebbero avvenire entro la metà di maggio.
D’Alfonso però spiega subito che “invieremo immediatamente al giovane dirigente la delibera 133 del marzo 2016 dove precisiamo il punto di vista della Regione e siamo certi che sarà un punto di vista che soddisferà pienamente il dottor Romano”.
Nella delibera, spiega D’Alfonso, “è scritto che ‘le risorse finanziarie della proposta dovranno essere rintracciate in coincidenza dei cespiti assumibili dai servizi ospedalieri attualmente in esercizio’. Contemplando ‘l’eventuale integrazione in concorrenza di ragionevole e minimale completamento'”.
Tradotto: il project financing si ripagherà con l’affidamento per trent’anni dei servizi alla società che vincerà il bando e spenderà di tasca sua i 225 milioni per realizzare il nosocomio. Soldi che però la Regione già spende per assicurare i vari servizi.
“La copertura finanziaria – dice ancora D’Alfonso – per fare il sistema delle opere va cercata nel denaro già in uscita per l’esercizio dei servizi ospedalieri. Ed è contemplabile la partecipazione finanziaria in misura minimale, e la consistenza della parola ‘minimale’ sarà selezionata dalle proposte in gara. La preoccupazione premurosa, circa la grandezza del canone è risolta già in anticipo”.
D’Alfonso poi evidenzia una stranezza: l’Anac fa richiesta della dichiarazione del pubblico interesse, documenti relativi all’esito della gara.
“Non vorrei che qualcuno ha raggirato l’Anac – contrattacca D’Alfonso – La nota Anac punta a verificare l’onerosità del canone di concessione ma la verità è che non c’è alcun canone di concessione deliberato poichè esiste solo un atto documentale di proposta che dovrà essere “stressato” dall’istruttoria e poi dalla gara. Viene, infine, richiesta la dichiarazione di interesse pubblico che però la Regione è impossibilitata a fornire poichè non c’è stata così come ci viene richiesta la procedura di selezione del concessionario compresi i verbali di gara e gli atti pertinenti. Io credo – ha concluso D’Alfonso – che qualcuno abbia indotto in errore l’Anca.
E così D’ Alfonso annuncia che dopodomani 26 aprile sarà a Roma proprio ad incontrare l’Anac, “per far si che il flusso documentale sarà corretto”. Ma minaccia anche: “credo vada cercata una norma che tuteli l’Anac, che non può essere fuorviata, nè raggirata”. Filippo Tronca



