L’AQUILA – La scadenza di settembre dei primi contratti di comodato gratuito degli alloggi del Progetto C.a.s.e. (nella foto) si avvicina, e nei prossimi mesi il Comune dell’Aquila dovrà interrogarsi sul futuro della gestione del nuovo e ingente patrimonio edilizio che si è visto piovere dal cielo dopo il disastro del terremoto. Sul tavolo c’è la trasformazione dei nuclei in condomìni e l’opzione che si possa istituire un “miniaffitto” da pagare.
L’esigenza nasce dal fatto che l’amministrazione non ha certo in cassa i soldi per gestire 5.550 alloggi, e il sindaco Massimo Cialente e il suo staff dovranno inevitabilmente inventarsi qualche espediente per reperire le risorse per la manutenzione. L’assessore comunale alle Politiche abitative, Giustino Masciocco, ha lanciato l’idea di un “miniaffitto”, una quota simbolica da pagare mensilmente per avere almeno un contributo. La proposta andrà discussa nei prossimi mesi, certo è che entro settembre la soluzione va trovata.
“Quello a cui ho pensato – spiega Masciocco – è un contributo condominiale, una sorta di rimborso di chi abita negli alloggi del Progetto C.a.s.e.. La legge prevede specificamente che gli alloggi possono essere ceduti in maniera “anche gratuita”, quindi non si esclude un pagamento. A settembre scadranno i contratti di Bazzano e bisogna rinnovarli, altrimenti sarà la calca”.
Per quanto riguarda la manutenzione, Masciocco spiega che dovrà essere approvato un vero e proprio regolamento condominiale. “Dove mettere fioriere – elenca – quali spazi si possono recintare con separé, chi curerà la manutenzione degli spazi comuni: tutte questioni che non si potevano affrontare alla fine dei lavori, perché le priorità erano altre, e che ora vanno regolate, perché sta diventando un “Far West” con gli assegnatari alla conquista degli spazi esterni”.
Anche qui l’assessore svela una proposta: “Una gara europea – propone – per un global service, l’affidamento di tutti i servizi a una società specializzata nella gestione di tanti appartamenti. È evidente che non abbiamo operai sufficienti per la manutenzione ordinaria e straordinaria di 5 mila alloggi, una società esterna e specializzata potrebbe occuparsi di tutto”.
Solo idee al momento, che però dovranno tramutarsi in fatti entro agosto, altrimenti da settembre l’emergenza abitativa ricomincerà. (alb.or.)



