L’AQUILA – Il presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Infrastrutture di Confassociazioni, il docente universitario abruzzese Stefano Cianciotta, prenderà parte alla Conferenza annuale della Nato sulle strategie di comunicazione e di informazione.
L’evento, giunto alla sua decima edizione, si svolgerà a Roma i prossimi 18 e 19 settembre, e vedrà il confronto tra tutti gli esperti della Nato sulle strategie di comunicazione, Public Affairs e informazione per migliorare la percezione dell’Alleanza Atlantica nei territori di sua pertinenza.
La relazione di Cianciotta, dal titolo The Information Environment Assessment (Iea): correlation between financial investments, infrastructure, perceptions and security.
Case-study: the Chinese’s means of communication and its influence in Africa, è prevista il 19 settembre e proverà ad individuare quali sono le relazioni tra gli strumenti e le misure con le quali la NATO può essere percepita come un’organizzazione che attraverso la sicurezza militare favorisce gli investimenti economici e nelle infrastrutture.
La seconda parte dell’intervento, invece, si concentrerà sul soft power cinese e le sue influenze sul Centro Africa, dove la Cina è presente dal 2000, attraverso investimenti ingenti nelle infrastrutture e nei sistemi di comunicazione, che ne hanno definito una percezione positiva come Paese non invasore ma al contrario, sostenitore dello sviluppo e della crescita de singoli Paesi.
La relazione di Cianciotta, che da cinque anni è consulente della Scuola di Formazione del Ministero della Difesa proprio sulle tematiche di Crisis management, si concentrerà sul rapporto tra gli investimenti infrastrutturali e la percezione positiva che ne deriva anche in termini di sicurezza, che nel caso della Cina le ha consentito di diventare un player decisivo nella geopolitica dell’energia e dei flussi commerciali.
L’evento di Roma cade in un momento particolare per l’evoluzione stessa della Nato, perché vi è l’esigenza da parte dell’Alleanza Atlantica, di potenziare il fronte Sud del Mediterraneo, la cui sede più importante è a Napoli, per contribuire al suo sviluppo infrastrutturale ed economico.
Il fronte Sud, infatti, si caratterizza sempre di più per la sua instabilità causata dalle fortissime ondate migratorie e deve tornare invece ad essere percepito come un importante hub economico e commerciale, sul quale insistono ad esempio porti strategici come il Pireo (non a caso acquisito dai Fondi di investimento Cinesi), ma anche quelli italiani di Gioia Tauro e di Napoli, intorno ai quali sono state costituite le Zone Economiche Speciali a fiscalità agevolata della Calabria e della Campania.






