PESCARA – Riparte questa mattina il processo per i 29 morti di Rigopiano con le arringhe degli avvocati che difendono le posizioni di alcuni degli imputati. Il processo andrà avanti per tre giorni al fine di rispettare i tempi prefissati evitando la prescrizione.
Nella giornata di oggi, durante in rito abbreviato davanti al gup del tribunale, saranno sentite le ragioni dell’ex dirigente della Provincia di Pescara, Paolo D’Incecco, dell’ex presidente dell’ente, Antonio Di Marco, e di Emidio Primavera dirigente della Regione.
Le arringhe andranno avanti anche domani e dopodomani con la discussione anche delle posizioni dell’ex sindaco di Farindola e poi degli ex vertici della Prefettura.
Si prevedono interventi degli avvocati molto lunghi serrati e soprattutto articolati che dureranno ore vista la mole di documenti e testimonianze da interpretare. Secondo le accuse ci sono state molteplici omissioni circa la prevedibilità della valanga e i soccorsi per cui, finora, si è assistito anche a uno scaricabarile quasi inevitabile.
Le difese si appelleranno anche alla perizia che non ha escluso che la valanga possa essere stata causata anche dal sisma che ci fu il 18 gennaio del 2017.






