L’AQUILA – Il pubblico ministero dell’Aquila Fabio Picuti ha chiesto la condanna a 1 anno e 6 mesi di reclusione per Mauro Dolce, responsabile del procedimento di realizzazione del progetto C.a.s.e., l’insieme di 4.500 alloggi antisismici realizzati dopo il terremoto del 6 aprile 2009, nell’ambito del processo con rito abbreviato nato dall’inchiesta sugli isolatori malcostruiti di alcune delle piastre che ospitano le palazzine.
Dolce, accusato di frode nelle pubbliche forniture, viene giudicato con rito abbreviato dal giudice Giuseppe Romano Gargarella, che dovrebbe rendere note le sue decisioni nella prossima udienza, fissata per il prossimo martedì, 15 ottobre.
Nell’ambito dello stesso procedimento, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio con il rito ordinario per altri due indagati, Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici, la Alga Spa.
Dolce e Calvi sono già stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione ciascuno assieme ad altri cinque esperti per omicidio colposo e disastro colposo nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, di cui erano componenti all’epoca della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla scossa distruttrice delle 3.32, nella quale, secondo il tribunale, furono date false rassicurazioni agli aquilani, sottovalutando il rischio sismico.
L’inchiesta sugli isolatori è nata da un’inchiesta giornalistica di RaiNews24, intitolata “A prova di sisma”.
Sul processo c’è molto interesse anche perché, nella fase delle indagini preliminari, in alcuni test di consulenza dell’accusa, gli isolatori che dovrebbero proteggere gli aquilani da nuove scosse sismiche si sono spezzati durante alcune prove di laboratorio in California.






