L’AQUILA – La procura della Repubblica dell’Aquila ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e sette i componenti della Commissione grandi rischi, organo consultivo della Protezione civile, indagati per omicidio colposo plurimo nell’ambito della maxi inchiesta sui crolli del 6 aprile 2009.
In particolare, i sette esperti sono accusati di aver dato eccessive rassicurazioni al termine della riunione del 31 marzo 2009, cinque giorni prima del sisma che devastò L’Aquila e numerosi Comuni limitrofi.
Quella di oggi è stata l’udienza per valutare le richiesta delle parti civili sul filone principale. Le altre date fissate sono il 17 e 18 maggio.
Dei sette indagati, solo uno si è presentato oggi in aula. Si tratta di Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti. Con lui sono indagati Franco Barberi, presidente vicario della Commissione, Bernardo De Bernardinis, vice capo del settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione civile, Enzo Boschi presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Gian Michele Calvi, direttore della fondazione ‘Eucentre’ e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva ordinario di Fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio Rischio sismico del dipartimento di Protezione civile.
Il pubblico ministero Fabio Picuti ha ribadito, nel corso dell’udienza preliminare, che i sette imputati vanno tutti processati per aver “violato regole di tipo cautelare che, se applicate, avrebbero salvato vite umane”.
Picuti ha sottolineato che non veniva chiesto la previsione dei terremoti, ma una informazione più veritiera sui rischi di un terremoto.
Secondo i pm della procura della Repubblica dell’Aquila i sette componenti della Commissione furono colpevoli di aver lanciato alla popolazione messaggi rassicuranti che hanno indotto le persone a non prendere le dovute precauzioni.
In mattinata il Gup del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella ha ammesso tra le parti civili solo alcuni soggetti, tra cui il Comune dell’Aquila, escludendo molti altri numerosi che ne avevano fatto istanza.
Tra gli esclusi, anche l’associazione “309 martiri”, rappresentata in aula dall’avvocato Fabio Alessandroni, non ammessa perché si è costituita dopo i fatti per cui si procede.
LUSI: ”SCONCERTO PER IL NO ALL’ASSOCIAZIONE”
L’AQUILA – Il senatore del Partito democratico Luigi Lusi ha espresso “sconcerto e vivo disappunto per l’esclusione dell’Associazione 309 martiri del terremoto aquilano dall’udienza preliminare del processo penale su crolli”.
Lusi, vice presidente della commissione Bilancio del Senato e avvocato.
“Premessa la necessità – prosegue – di esaminare le motivazioni dell’ordinanza del Gup, è auspicabile una rimeditazione profonda di questa negativa decisione nelle ulteriori sedi giudiziarie che verranno interpellate in questa vicenda”.
Secondo il senatore democrat, “prima della eventuale apertura del dibattimento di primo grado, ove fosse decretato il rinvio a giudizio al termine dell’udienza preliminare, in linea con i più recenti orientamenti dottrinali e giurisprudenziali, è ammissibile la costituzione di parte civile di associazioni ed enti esponenziali indipendentemente dalla loro data di costituzione”.
“Seguire l’orientamento della Cassazione, senza con ciò voler precostituire alcun verdetto finale in relazione al procedimento interessato, la cui indiscussa competenza è della Magistratura, può contribuire a un sereno giudizio per tutti gli attori di questa drammatica vicenda”, conclude Lusi.



