LANCIANO – Si è conclusa con l’assoluzione di tutti e sei gli imputati la vicenda processuale relativa all’inquinamento dell’ex discarica comunale di Lanciano in località Serre.

Il giudice monocratico ha assolto dall’accusa di mancata bonifica del sito Mario Ciccocioppo e Nico Frattura, rispettiva presidente e direttore tecnico dell’Ecologica Sangro con la formula “perché il fatto non è previsto come reato”.

Assolti per il reato di inquinamento a seguito di mancata prescrizione di attività di controllo e opere di sicurezza, perché il fatto non sussiste, gli allora assessori comunali all’Ambiente Graziella Di Campli e Eugenio Caporrella, e i dirigenti di settore Mario Rulli e Giovanbattista Granà.

L’inchiesta era partita nel 2007 per far luce sul forte inquinamento della ex discarica il cui percolato e altre sostanze inquinanti erano finiti nei terreni circostanti.

L’ex sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, a seguito di analisi chimiche vietò l’uso di 15 pozzi d’acqua nei terreni limitrofi.

In merito alla sentenza di oggi la parte civile, rappresentante di una proprietaria di terreno inondata dal percolato, ha annunciato che proseguirà la battaglia in sede civile.

L’ex discarica di Serre, entrò in funzione nel 1989 e per 14 anni vi vennero ammassate tonnellate di rifiuti.

Sulla vicenda della tenuta e mancata bonifica del sito furono raccolte firme e ci furono proteste da parte di associazioni ambientaliste e civiche.

PARTE CIVILE: “IL COMUNE SI AZIONI”

“Andremo avanti in sede civile per avere il giusto risarcimento, ci aspettiamo che anche il Comune di Lanciano si azioni come ente pubblico preposto alla difesa di un interesse collettivo qual è il bene ambiente”.

È quanto dichiara l’avvocato Errico Sacco, legale di Nicoletta Urbisci, cittadina lancianese proprietaria del terreno confinante con l’ex discarica e parte civile nel processo conclusosi oggi con l’assoluzione in primo grado di tutti gli imputati.

“Attendiamo le motivazioni della sentenza per capire meglio le ragioni di questa assoluzione piena – ha detto Sacco all’Agi – la nostra posizione non sembra essere stata presa in considerazione dal giudice. Non so se la Procura intende ricorrere in appello, ma se l’ex discarica non è inquinata perché sono stati spesi 2 milioni di euro su quel sito? E perché il Comune non è stato vicino alle persone che hanno vissuto e vivono a stretto contatto con la discarica? Il processo civile ha tempi molto lunghi e su sette persone che compongono la famiglia della mia assistita quattro, i più anziani, sono malati di tumore: sarà una fatalità”.

Il giudice del tribunale di Lanciano ha assolto questa mattina i sei imputati del processo sull’ex discarica di contrada Serre di Lanciano, perché “il fatto non è previsto dalla legge – conferma l’avvocato Sacco – perché probabilmente sono stati presi in considerazione i parametri relativi alla soglia di rischio per determinare l’inquinamento o meno di un sito, e quindi della sua omessa bonifica così come contemplata dall’art. 257 del Testo Unico Ambientale. Attendiamo che il giudice depositi le motivazioni della sentenza e poi andremo avanti in sede civile”.