PESCARA – Il tribunale collegiale di Pescara ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, tutti gli imputati nel processo Enfap, accusati di avere distratto fondi pubblici, destinati alla formazione, dai conti dell’agenzia.
A giudizio, per fatti risalenti al 2006, erano finiti, con l’accusa di peculato, l’ex rappresentante legale di Enfap Abruzzo, Daniele Di Fabio, e l’ex funzionario nazionale Roberto Curti.
Per loro il pm Anna Benigni aveva chiesto condanne a 7 e 5 anni, mentre aveva chiesto una condanna a 4 anni per Anna Serena Paoletti, ex direttrice di Enfap Abruzzo, accusata di ricettazione.
La Procura aveva ipotizzato che Di Fabio si fosse appropriato, “in più tranches, dei fondi pubblici concessi”, riversando oltre un milione di euro sui propri conti personali, indicando come giustificativi “asseriti rimborsi di spese anticipate”.
Curti era invece accusato di essersi appropriato, con le stesse modalità e con il consenso di Di Fabio, di circa 255mila euro. A Paoletti era stato invece contestato il reato di ricettazione, perché accusata di avere impiegato 94mila euro, ricevuti illecitamente da Di Fabio, per avviare un centro estetico a Montesilvano.
Il pm, nella sua requisitoria, ha detto di considerare “la ricostruzione dei fatti piuttosto chiara e caratterizzata da riscontri documentali”. Riscontri che invece, a giudizio delle difese, “risultano inesistenti”.
I legali degli imputati, in aula, hanno aggiunto di considerare “gli accertamenti investigativi parziali e fondati su un’analisi errata”. Occorrerà attendere il prossimo 17 febbraio per conoscere le motivazioni della sentenza.





