PESCARA – L’arringa difensiva dell’ex presidente dell’Aca Bruno Catena è stata al centro dell’udienza preliminare sulla discarica di Bussi (Pescara), dove per molti anni sono state scaricate circa 500mila tonnellate di sostanze tossiche.
Nel corso dell’udienza, di questa mattina, l’avvocato Sergio Della Rocca ha parlato di condotta legittima da parte del suo assistito sostenendo inoltre che la potabilità dell’acqua è rimasta sempre nei limiti.
Il giudice per l’udienza preliminare ha inoltre accolto la richiesta dell’avvocato Giulia Bongiorno di poter spostare il suo intervento previsto per oggi.
L’udienza è stata fissata per l’8 marzo. Il 17 marzo invece è prevista la replica del pubblico ministero e delle parti civili.
Il 22 marzo poi la replica della difesa e l’eventuale decisione del gup.
Fra i reati contestati, a vario titolo, ai 27 imputati ci sono: avvelenamento delle acque, disastro colposo, commercio di sostanze contraffatte e adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata libertà degli incanti, truffa.
Fra gli imputati oltre all’ex presidente dell’Aca, Bruno Catena, l’ex presidente dell’Ato, Giorgio D’Ambrosio, e alcuni amministratori della ex Montedison.






