L’AQUILA – Si concluderà il prossimo 10 dicembre il processo in corso al tribunale di Roma per la manifestazione di cittadini aquilani del 7 luglio 2010, quando in 5 mila provenienti dal capoluogo invasero la “zona rossa” dei palazzi delle istituzioni della Capitale per chiedere ricostruzione e sostegno all’economia.
Alla sbarra tre imputati che rispondono a vario titolo delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata (perché in concorso) e violazione delle leggi sulla pubblica sicurezza: si tratta di un aquilano, Francesco Camizzi, 25 anni (assistito dall’avvocato Gregorio Equizi), e due romani, Gabriele Contenti e Giovanna Cavallo.
Nell’udienza di oggi al “Palazzaccio” di piazzale Clodio è stato concluso l’esame dei testimoni dell’accusa, in particolare di esponenti della Digos capitolina, mentre nella prossima udienza, prima della camera di Consiglio e della sentenza, verranno ascoltati solo 2 testimoni della difesa come richiesto dal giudice Fabrizio Gentili, presidente del collegio giudicante nonché della V sezione penale del tribunale di Roma che ospita il processo.
Uno dei due testi sarà l’ex parlamentare del Partito democratico Giovanni Lolli, che era in prima fila nel corteo pacifico che registrò momenti di forte tensione e qualche manganellata della polizia. Lolli si era anche occupato della parte burocratica per le autorizzazioni in virtù del suo incarico a Roma e nelle fasi più calde fece da paciere tra la folla e le forze dell’ordine.
L’altro testimone, ancora da individuare, sarà quasi certamente uno dei tanti manifestanti che quel giorno scesero in piazza per L’Aquila. Alberto Orsini





