L’AQUILA – “Tutti i processi sui crolli del terremoto dell’Aquila non sono immuni dalla scure del processo breve”.
Lo afferma l’avvocato Simona Giannangeli, uno dei legali che rappresenta le parti offese nei processi della Casa dello studente, della palazzina in via Luigi Sturzo e quello contro la commissione Grandi Rischi.
“È chiaro – spiega l’avvocato – che con questa legge tutti i processi in cui i titoli di reato sono omicidio colposo e disastro, a meno che non accada un miracolo e si riesca a procedere in maniera spedita in tutte le fasi, corrono il rischio di non andare mai a sentenza”.
“C’è rabbia, preoccupazione e senso di incredulità – sottolinea – Per salvare una persona si approva una legge che non esiste nell’ordinamento legislativo europeo e oserei dire internazionale”.
Grande è il disappunto soprattutto per quei deputati abruzzesi che hanno votato a favore del processo breve. “C’è molta rabbia, è l’ennesima constatazione di menefreghismo da parte di chi è stato votato dalla gente di questa stessa terra”.
Sulle rassicurazioni fatte dal ministro Alfano e dallo stesso presidente Berlusconi, la Giannangeli parla di “fumo negli occhi delle persone”.
Nonostante la rabbia, comunque, non prevale la rassegnazione. “Protesteremo fino alla fine – ribadisce – è una battaglia che non intendiamo abbandonare”.
FAMILIARI CASA STUDENTE: “CONTINUEREMO A PROTESTARE”
Annunciano battaglia anche i comitati dei familiari delle vittime, che, a nome di Antonietta Centofanti, portavoce del Comitato delle vittime della Casa dello studente e zia di Davide, morto quella tragica notte insieme ad altri sette suoi compagni nella residenza universitaria, fanno sapere: “Continueremo a esprimere il nostro dissenso, lo diremo chiaramente anche ai deputati abruzzesi della maggioranza che si sono espressi contro l’emendamento”.
“Siamo molto preoccupati – prosegue – per questa ulteriore riduzione dei tempi sancita nel provvedimento sul processo breve. Temiamo di non riuscire ad arrivare a una sentenza definitiva. Il processo sul crollo della Casa dello studente si annuncia lungo, ci sono ben 11 imputati, tanti testimoni da ascoltare e numerosissime perizie”.
La Centofanti, in prima linea ieri nel sit-in di protesta davanti a Montecitorio, si dichiara molto delusa dai parlamentari abruzzesi, che “respingendo l’emendamento che avrebbe escluso i processi dell’Aquila hanno dato un segnale di profonda indifferenza”.
Agli stessi parlamentari di maggioranza, il comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente qualche giorno fa aveva lanciato un appello affinché riflettessero bene prima di votare la legge.
“Nessuno ci ha mai risposto”, chiosa amaramente la Centofanti.
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