PESCARA – È stata rinviata al 18 febbraio 2014, per l’audizione dei testimoni del pm, la prima udienza del processo relativo all’inchiesta denominata “Partito dell’acqua” sull’Ato 4 Pescarese, che conta 12 imputati tra i quali l’ex presidente dell’Ato Giorgio D’Ambrosio, gli ex sindaci di Montesilvano (Pescara) e Francavilla al Mare (Chieti), Pasquale Cordoma e Roberto Angelucci, il docente di Scienze manageriali Luigi Panzone.

Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di peculato, corruzione, abuso d’ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica, distruzione di documenti, truffa ai danni dello Stato e in violazione dell’articolo 97 della Costituzione.

I fatti riguardano il periodo tra 2003 e il 2008.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Valentina D’Agostino, l’Ato 4 sarebbe stato gestito per fini personali, determinando un ingente danno economico erariale ai danni dello Stato.

Numerosi gli episodi accertati dagli inquirenti in un anno e mezzo di indagini.

Fra questi, l’uso personale delle auto dell’ente per assolvere a impegni politici dell’ex presidente D’Ambrosio, all’epoca parlamentare; sperpero di denaro pubblico per pranzi conviviali estranei alle finalità dell’ente; affidamento diretto di incarichi professionali, e dunque senza alcuna selezione, a persone legate al direttivo dell’Ato da rapporti personali o politici.

D’Ambrosio è accusato anche di aver comprato la laurea in Economia e Management con la complicità del professor Panzone.