L’AQUILA – L’Abruzzo da oggi è senza Il Tempo, voce storica dell’informazione regionale.

Dopo 60 anni, il giornale ieri ha scritto ufficialmente la sua ultima pagina con la chiusura della redazione di Pescara.

Rotative ferme, da oggi, e 30 collaboratori e 10 redattori a casa, in una situazione che riflette la crisi generale del settore editoriale a ogni livello.

Ieri si è tenuta la manifestazione sotto la redazione de Il Tempo, nella città adriatica, dove in centinaia tra giornalisti e rappresentanti delle istituzioni e dei sindacati si sono ritrovati a celebrare quello che è stato definito il “funerale dell’informazione”.

“Stringe il cuore a vedere il nostro archivio, con edizioni che hanno sessant’anni”, spiega ad AbruzzoWeb Marco Patricelli, firma storica del quotidiano e vice segretario del sindacato dei giornalisti abruzzesi. “Sono 25 anni che scrivo per Il Tempo, ho fatto tutta la trafila qui dentro, partendo da collaboratore”.

Ai 30 collaboratori della testata è stata inviata circa due mesi fa una lettera in cui si annunciava la fine del rapporto di lavoro.

A loro i dieci giornalisti con contratto (otto con articolo 1, un articolo 2 e un articolo 12) hanno dimostrato solidarietà, decidendo di non firmare da due mesi a questa parte nessun pezzo sul quotidiano.

Il sentimento diffuso dei collaboratori, alcuni dei quali, chiamati da questo giornale, hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, è comunque quello della rabbia, perché in questa vicenda sono loro che hanno avuto meno tutele degli altri.

Il quadro resta drammatico. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Abruzzo, Stefano Pallotta denuncia una situazione drammatica per quanto riguarda l’informazione in Abruzzo, “stiamo vivendo il periodo peggiore dal dopoguerra. Per la crisi generale, le misure da adottare sono tante: c’è il problema dei precari, che hanno raggiunto un numero preoccupante, la legge per l’equo compenso non ha trovato una corrispondenza pratica e insieme alla Regione dobbiamo trovare delle soluzioni a sostegno di questa situazione. Inoltre servono provvedimenti anche sull’istituzione degli Uffici stampa negli in enti pubblici, con la possibilità che i giornalisti entrino nella pianta organica degli enti dopo aver superato appositi concorsi”.

Le istituzioni sono state al centro di feroci attacchi per la questione Tempo, accusate di scarso interesse.

“Inquietante” secondo Patricelli, “il silenzio del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che non ha speso una parola sulla crisi strutturale dell’editoria e quella del Tempo in particolare. Avremmo voluto la vicinanza delle istituzioni sempre, non solo ora a ‘babbo morto’”.

A muoversi è stato solo il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, che circa un mese fa ha incontrato il sottosegretario con delega all’Editoria Luca Lotti per chiedere un coinvolgimento del governo nella vertenza sulla ristrutturazione dell’organizzazione territoriale dei quotidiani Il Tempo e Il Messaggero, anche questo al centro di pesanti tagli per l’Abruzzo.

Lo stesso ieri ha incontrato anche il presidente Pallotta e i sindacati e ha fatto sapere che il 29 novembre prossimo sono stati convocati gli stati generali dell’editoria abruzzese, di nuovo insieme a Lotti.

“Per il momento – spiega ancora Patricelli – non andiamo in cassa integrazione perché l’azienda ha rotto le trattative, implicando l’impossibilità di qualsiasi atto formale. Hanno deciso di chiudere la redazione e considerare dipendenti in permesso straordinario fino alla chiusura del piano al ministero. Sarà una lunga battaglia, chiediamo il rispetto delle regole che sono state violate, e di vederci chiaro sul piano editoriale che ha molti lati oscuri”.

Ieri per la prima volta la prima pagina del giornale è stata dedicata integralmente alle contestazioni alla gestione editoriale.

E quando si chiede come si sia riusciti a fare una cosa del genere, la risposta è schietta ha un significato che va oltre le parole. “Perché siamo bravi”.

LA GAFFE DELL’AMMINISTRATORE: “E QUANDO CHIUSE L’ANSA?” MA E’ APERTA

L’amministratore delegato de Il Tempo oggi in una nota pubblicata sul giornale ha spiegato ai suoi lettori i motivi che hanno portato l’azienda a cessare le pubblicazioni delle pagine Abruzzo e Molise del quotidiano a partire da oggi.

L’ad in risposta ai vari commenti pubblicati ha scritto “dove erano le Associazioni di categoria quando guardavano dai loro uffici la chiusura dell’agenzia Ansa in Abruzzo”.

In tal senso il presidente dell’Ordine nazionale Giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta ha fatto notare come “L’Ad non si è accorto che dall’altra parte della parete dove fino a ieri c’era la redazione del Tempo Abruzzo e Molise, da oltre 10 anni c’è l’Ansa Abruzzo e Molise con i suoi redattori”.

La chiusura delle pagine abruzzesi e molisane ha prodotto una consistente mobilitazione degli organi di categoria e ieri a Pescara durante una manifestazione con centinaia di presenti è stato anche celebrato un simbolico ‘funerale’ del Tempo d’Abruzzo e Molise e della libertà di informazione.