L’AQUILA – “L’Aquila ha una sua specificità che è legata alle tante tragedie che si sono qui determinate. Io spero che le primarie servano soprattutto a estrarre il meglio dalla società civile dell’Aquila, in termini di coraggio, di idee, di proposizione, di partecipazione democratica”.

Lo ha detto il leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola a margine del suo intervento a sostegno di Vittorio Festuccia alle primarie del centrosinistra che si svolgeranno il 4 marzo all’Aquila. Il primario di Medicina sfiderà il sindaco uscente, Massimo Cialente, sostenuto dal Partito democratico, Comunisti e Socialisti italiani.

“Dopo sappiamo – ha proseguito – che la coalizione di centrosinistra dovrà alzare la bandiera della ricostruzione dell’Aquila come un grande obiettivo della nazione perché non può essere un obiettivo municipale. È una sfida italiana”.

“Credo che ci siano state tante mistificazioni – ha proseguito il leader di Sel – La tragedia e le favole costruite sulla tragedia, il miracolismo Berlusconiano e l’industria del malaffare. È come se l’Aquila sia stata costretta a subire uno sfregio dietro l’altro, una violenza dietro l’altra e penso che non c’è salvezza che non passi con il pieno coinvolgimento dei cittadini in quell’obiettivo che non è ancora posto che è la ricostruzione dell’Aquila”.

“È un dibattito che deve chiamare in causa le classi dirigenti nazionali. Ricostruiire uno scrigno d’arte e cultura come L’Aquila, una delle più belle città d’Europa significa produrre uno sforzo culturale enorme e poi uno sforzo anche di investimenti economici. Invece questa città se posso dirlo è stata mutilata della possibilità di discutere della ricostruzione, ingannata con le favole delle ‘new town’ e oggi forse è giunto il momento con grande serietà di metter tutti i punti laddove devono essere collocati”.

“Ricostruire L’Aquila è un grande obiettivo – ha ribadito – e lo dico al di là del confine delle primarie. Lo dico perché è un problema dell’Italia intera. La condizione del centro storico dell’Aquila è la fotografia di unA grAnde vergogna nazionale. Ricostruire L’Aquila deve essere uno scatto di orgoglio e di dignità dell’Italia intera”. 

“LA POLITICA DI MONTI E’ NEGATIVA”

Esprimendo un giudizio sull’operato del governo tecnico, Vendola ha detto: “La politica economico-sociale del governo Monti è negativa. Si tratta di una variante più sobria, più illuminata del conservatorismo che domina in tutta Europa, per me è un governo di destra”.

“ARTICOLO 18 SIMBOLO DI CIVILTA’, ESTENDIAMOLO A TUTTI”

“L’Articolo 18 è diventato il simbolo della civiltà di questo Paese”.

“Quando il premier Monti dice ‘non può essere un tabù l’Articolo 18’, io dico ‘ha ragione il premier’. L’Articolo 18 non può essere un tabù, infatti bisogna estenderlo a tutti”.

“Credo – ha proseguito – che chi si è accanito ideologicamente a dipingere l’Articolo 18 come un ostacolo alla capacità di attrarre investimenti, chi ha raccontato questa leggenda metropolitana, oggi debba sapere che non c’è possibilità di costruire un compromesso possibile sui questo terreno”.

“Il mondo del lavoro – ha continuato Vendola – non può vedersi scippato l’Articolo 18, non possiamo consentire che passi una idea barbarica della modernità fatta con la museruola messa sulla bocca dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Infine, Vendola ha sottolineato che “per quello che mi riguarda l’Articolo 18 non ha impedito nella mia regione investimenti che stanno giungendo dalle più importanti multinazionali straniere”.

FIAT: LAVORATORI MELFI; ”A POTENZA C’E’ UN GIUDICE”

“Finalmente abbiamo scoperto che c’è un giudice a Potenza, il quale ha obbligato la Fiat a reintegrare i tre lavoratori di Melfi”.

“Naturalmente – ha continuato Vendola – la Fiat e il suo manager si ritengono il giudice della vita e della morte del pianeta intero e quindi non ritengono – ha concluso – di dover essere ossequiosi nei confronti della sentenza a Potenza”.