L’AQUILA – “Parteciperanno molte persone in più di quelle che hanno votato all’Aquila e nel comprensorio aquilano alle primarie del 9 marzo”.
Questo l’auspicio del segretario comunale aquilano del Partito democratico, Stefano Albano, che prevede quindi per le pre-consultazioni che sceglieranno il candidato consigliere aquilano un’affluenza superiore almeno ai 1.650 votanti tra L’Aquila e i comuni circostanti (1.050 nel capoluogo) che venti giorni fa hanno incoronato anche sotto il Gran Sasso Luciano D’Alfonso candidato alla presidenza della Regione.
“Il 9 marzo si è detto che nelle aree interne c’era stata un’affluenza minore – ricorda Albano ai microfoni di AbruzzoWeb – sono convinto che stavolta verranno molte persone. Lo dico perché è una competizione vera, aperta, e gli aquilani la vivono non come la scelta del Pd ma la scelta di quell’aquilano che rappresenterà questo territorio dopo 14 anni”, decretando il designato tra Alfredo Moroni e Pierpaolo Pietrucci.
Albano a questo giornale è stato tra i primi a manifestare dissenso per i transfughi del centrodestra. “Abbiamo fiducia in D’Alfonso, candidato scelto dalle primarie e che vuole mettere al centro la questione aquilana come nessun altro mai in passato – premette – ma alcune candidature stanno lasciando stupiti gli elettori del centrosinistra, su questo sarebbe utile avviare un ragionamento insieme”, ribadisce oggi.
Sulla campagna elettorale, Albano spiega che “è stata una bellissima esperienza, la scelta delle primarie si è rivelata quella giusta, ha riavvicinato il Pd al territorio anche in quei pezzi di territorio più periferici che si sentivano abbandonati dalla politica. Di altri partiti e liste non si discute – fa notare – vuol dire che i cittadini si aspettano molto da noi, è una responsabilità”.
Sulle punzecchiature tra i due sfidanti, “i nostri candidati si sono rivelati persone eccezionali, hanno condotto una campagna con un clima anglosassone. Moroni mette a disposizione la sua esperienza, Pietrucci incarna il rinnovamento, è evidente – distingue il segretario – Il Pd non si lacera su personalismi o interessi di bottega ma mette L’Aquila al centro. Sarebbe stato più facile candidarli entrambi, si sarebbero spartiti i voti e nessuno sarebbe stato eletto”. Alberto Orsini






