L’AQUILA – La Carispaq dell’Aquila risponde, con una nota, al fatto rilevato da AbruzzoWeb in merito alla vicenda di un giovane imprenditore romeno che, nel mese di luglio 2011, aveva fatto domanda tramite il Confidi per un prestito garantito all’80 per cento e si era visto sbattere la porta in faccia sia dalla Carispaq che dalla banca Tercas.
La Cassa di risparmio del capoluogo abruzzese ha spiegato che il rifiuto del prestito non è dipeso da motivi razziali, precisando che in più occasioni l’istituto bancario si è mosso per l’integrazione degli stranieri.
Inoltre, si legge nella nota firmata da Alfredo Di Giovanni, dell’ufficio Relazioni esterne, che “ancor prima della delibera venne chiesta al cliente la disponibilità a effettuare il pagamento stabilito (importo pari alla metà del finanziamento richiesto) tramite la nostra banca” e che, in seguito, “per motivi da decifrare, l’imprenditore in questione ha ritenuto di dover esprimere il proprio diniego alle modalità di erogazione suddette, inficiando ovviamente il buon esito della operazione”.
LA PRECISAZIONE DELLA CARISPAQ
Ci riferiamo all’articolo di Annalisa Casciani, pubblicato in data 1° gennaio 2012 sul vostro quotidiano, AbruzzoWeb, per fare chiarezza su alcune precise lamentele espresse da un imprenditore romeno residente all’Aquila, al quale la nostra banca avrebbe negato, anche per motivi razziali, finanziamenti destinati a sostenere la propria attività.
Per sgombrare il campo da eventuali equivoci è opportuno subito precisare che la nostra banca non ha mai avuto alcuna preclusione nei confronti dei lavoratori stranieri, tanto è vero che presso una delle nostre filiali operano, con incarichi di rilievo, due colleghe di nazionalità cinese.
Ma non è tutto. Il nostro istituto si è reso promotore, tempo addietro, di attività finalizzate a facilitare l’integrazione dei lavoratori stranieri sul nostro territorio, attraverso l’ascolto delle loro esigenze e degli effettivi bisogni.
Ciò è avvenuto tramite incontri mirati, presso la nostra direzione centrale, con rappresentanti delle diverse etnie presenti nella nostra città che hanno permesso alla banca di mettere a disposizione dei lavoratori stranieri, un conto dedicato, denominato ‘Conto Arcobaleno’.
Per quanto attiene la richiesta del finanziamento oggetto dell’articolo, risalente al mese di luglio 2011 e tesa all’acquisto di un furgone, è bene precisare che ancor prima della delibera venne chiesta al cliente la disponibilità a effettuare il pagamento stabilito (importo pari alla metà del finanziamento richiesto) tramite la nostra banca.
Tuttavia, per motivi da decifrare, l’imprenditore in questione ha ritenuto di dover esprimere il proprio diniego alle modalità di erogazione suddette, inficiando ovviamente il buon esito della operazione.
Resta inteso che la Carispaq è sempre disponibile a sviluppare ulteriori approfondimenti nel merito e a spiegare nuovamente al soggetto coinvolto le ragioni del proprio operato, correlandole altresì anche all’esito di precedenti rapporti di lavoro pregressi intrattenuti tra le parti in causa”.





