L’AQUILA – Arrivato alla sua decima edizione, il premio letterario aquilano Laudomia Bonanni, organizzato dalla Carispaq con il patrocinio della Regione Abruzzo, della Provincia e del Comune, continua a essere un polo attrattivo per la poesia di qualità e per gli intellettuali di tutta Italia.

Il premio, che ogni anno è aperto ai giovani delle scuole aquilane e ai poeti nazionali e internazionali, per la prima volta dopo il terremoto è tornato nel centro della città: la serata finale, infatti, si è tenuta ieri sera al Ridotto del Teatro comunale e ha avuto una grande partecipazione di pubblico.

Ogni anno, gli organizzatori del premio invitano un poeta di fama internazionale, quest’anno è stata la volta di John Deane, che dall’Irlanda è venuto nel capoluogo per “portare l’amore e i pensieri dell’Irlanda all’Aquila”.

Il poeta irlandese ha detto di essere rimasto “ferito da quello che è successo alla città, ma anche colpito dal comportamento degli studenti, speranzosi e combattivi”. Ieri mattina, infatti, Deane ha visitato una scuola dell’Aquila.

La squadra dell’Aquila Rugby ha voluto regalare al poeta la maglia neroverde personalizzata con il simbolico numero 99 e il suo nome, per ricordare la passione per il rugby che accomuna l’Irlanda e la città nel cuore dell’Abruzzo, dove i giovani crescono a pane e rugby sin da bambini. Non a caso un giovane rugbista ha consegnato questo dono sportivo.

Oltre a Deane, che è stato la star della serata e ha permesso di godere della lettura in traduzione di tre tra le sue bellissime poesie, la serata ha visto la presenza di altri personaggi molto importanti.

Prima fra tutti, la scrittrice Maria Luisa Spaziani, che ogni anno fa parte della giuria del premio e che ha voluto condividere con il pubblico aquilano alcuni ricordi del suo intimo amico Eugenio Montale, episodi contenuti nel suo nuovo libro Montale e la Volpe: un Montale inedito a cui piaceva scherzare e trovare una chiave di lettura ironica per tutti i giorni della sua vita.

Commovente il ricordo del terremoto a Onna (L’Aquila) e l’arrivo sul palco del giornalista del quotidiano Il Centro Giustino Parisse, che a Onna ha perso due figli e il padre.

Ha voluto presentare il suo ultimo libro La vita è solo una, anche se l’autrice è la figlia Maria Pia, perché il volume è una raccolta di temi scritti dalla ragazza durante le elementari e le medie, ritrovati sotto le macerie della sua cameretta. A stento ha trattenuto la commozione ricordando che “il 10 maggio avrebbe compiuto 18 anni, è stato il regalo che le abbiamo voluto fare io e mia moglie”.

Il vincitore del Premio Bonanni, per la sezione di poesia edita, è stato Oliviero Beha, da tutti conosciuto come giornalista e scrittore e che ieri sera, nella veste inedita di poeta, ha vinto con Meteko ed è stato premiato da Antonio Battaglia, presidente della Carispaq, e da Stefania Pezzopane, presidente della giuria del premio e assessore comunale alla Cultura.

Per la sezione dedicata alle scuole ha vinto Sasha Del vecchio, del liceo scientifico “Bafile”, di appena 19 anni.

Per la sezione riservata agli under 35, ha vinto Antonio Lillo, con L’innocenza del male,  e ha letto una poesia in dialetto pugliese dedicata a Giovanni, “un ragazzo dell’Aquila che ho conosciuto oggi, sta studiando per diventare architetto e ricostruire l’Aquila”.

Sono stati anche premiati i finalisti della sezione di poesia edita: Alberto Casadei, con Le sostanze e Roberto Mussapi, con L’incoronazione degli uccelli nel giardino.

Per il concorso “L’Aquila che vorrei”, ha vinto la giovanissima Letizia Veglioni, della 3ª E della scuola media “Dante Alighieri”, che ha letto molto emozionata la sua poesia sulla speranza di rivedere presto la sua città viva e rinata.

Molti i contributi video: un ricordo del poeta Andrea Zanzotto, il video dell’Aquila rugby “Veniteci a trovare”, il gioco del nascondino tra le strade della città ferita, con tutti i membri della squadra.

Inframmezzati alle premiazioni, due splendide esecuzioni dell’Orchestra sinfonica abruzzese sul tema della follia che può derivare da situazioni difficili come un terremoto, follia che però può diventare genialità produttiva: l’Ouverture del Flauto Magico di Mozart e il Concerto Grosso op. 5 n. 12 di Corelli, entrambi molto apprezzati dalla platea che ha ringraziato con un applauso prolungato.

“Appena chiuderemo i riflettori su questa serata, ci metteremo subito al lavoro per organizzare l’11ª edizione”, ha promesso l’assessore Pezzopane.