PESCARA – Sulla ventilata possibilità che i Premi Flaiano lascino Pescara dopo le polemiche tra la presidente della fondazione Tiboni e l’amministrazione comunale interviene Marius Creati, coordinatore di Per l’Italia con Paragone-Italexit per l’area metropolitana pescarese.
“Cominciamo col dire – attacca Creati – che il Flaiano Film Festival ha senso solo a Pescara. Constatare invece che Carla Tiboni si senta costretta a lasciare la città di Ennio Flaiano per stabilire a Roma o comunque altrove i Premi intitolati da mezzo secolo al grande pescarese é una prospettiva inammissibile. Il copione da anni inscenato alla vigilia di ogni solstizio d’estate è ormai una costante surreale che pone sistematicamente in forse il consolidato premio cinematografico che si volle dedicare a una figura carismatica del nostro vissuto. L’abbandono di Pescara equivarrebbe a spostare la casa di Gabriele D’Annunzio a Pescara Vecchia direttamente a Gardone Riviera, sulle rive del Garda”.
“Speriamo vivamente che I lavori di restauro del teatro D’Annunzio – prosegue l’esponente di Per l’Italia con Paragone-Italexit – proprio a ridosso dell’importante avvenimento internazionale – annota Creati – non diventino un casus belli dagli effetti incontrollabili che stasera, alla chiusura del Festival flaianeo, potrebbe avere l’epilogo in un annuncio di abbandono di Pescara dei Premi, con l’intero indotto e il prestigio che gli avvenimenti generano a vantaggio della nostra città. Casus belli che a nostro parere non è pretestuoso, soprattutto se si considera lo scenario dei rapporti tra l’amministrazione pescarese e la fondazione. Pensiamo, per esempio, a restauri fatti partire all’Ariston a qualche giorno dell’apertura del Festival Di Sanremo: ci troveremmo di fronte a una condotta quanto meno discutibile”.
“Una politica personalistica e protagonistica – conclude il coordinatore pescarese del partito di Gianluigi Paragone – non può e non deve porsi al di sopra dell’opinione pubblica, senza interloquire con essa; sicuramente non deve interferire, senza valide e inoppugnabili motivazioni, a danno della conservazione e del progresso della cultura locale. I dissapori tra le parti in causa, a leggere delle controversie tra Carla Tiboni e il sindaco Carlo Masci, devono rimanere al di fuori del clamore politico cittadino. Qui non si tratta di porsi da una parte o dall’altra, ma comprendere che Pescara non può perdere il Flaiano Film Festival. E Pescara deve battersi perché la manifestazione rimanga nel suo luogo d’origine. L’abbandono inaugurerebbe un grave declino del patrimonio culturale locale, un declino che comprometterebbe la stessa conservazione dell’identità pescarese più profonda. E noi non intendiamo rimanere in silenzio”.






