PESCARA – “Le manifestazioni di oggi a Pescara e quella di domani all’Aquila, come le proteste dei giorni scorsi, evidenziano che la riforma della Gelmini produce conseguenze devastanti sulla scuola pubblica, in particolare in una regione come l’Abruzzo che finora non ha stanziato risorse aggiuntive per colmare i tagli governativi”.
L’accusa arriva in una nota dai consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Rifondazione) e Antonio Saia (Comunisti italiani)
“Ricordiamo che, solo per fare degli esempi – scrivono in una nota – l’Emilia Romagna ha stanziato 51 milioni, la Puglia 21 e la Basilicata 7. Se, come sostiene l’assessore Masci, la Regione Abruzzo non ha disponibilità di bilancio, cosa su cui ci sarebbe da approfondire, la Giunta Regionale ha il dovere di chiedere con forza al suo Governo la deroga per l’Abruzzo dagli interventi di riduzione della dotazione organica del personale docente e Ata previsti per la scuola dalla pseudo-riforma Gelmini e l’assegnazione di risorse aggiuntive”.
“Se l’istruzione è un diritto sancito dalla Costituzione – proseguono i due consiglieri – non è accettabile che le politiche del Governo determino una situazione di oggettivo svantaggio per le regioni più deboli. Alla sciagurata riforma Gelmini si aggiungono in Abruzzo le conseguenze del debito sanitario e del terremoto”.
“Pertanto – concludono Acerbo e Saia – va rivendicato con forza un intervento del Governo che consenta di tutelare i diritti degli insegnanti e del personale precario e di scongiurare la riduzione delle ore di insegnamento e l’aumento degli alunni per classe”.






