L’AQUILA – Ci si avvia verso l’inverno ma ormai è bollente il termometro della protesta dei lavoratori precari degli Enti pubblici.
Ieri circa 160 co.co.co. della Regione impegnati nei settori Bura, Informatica Statistica, Cartografia, Rifiuti, Ambiente e Politiche per le Attività Internazionali hanno dichiarato lo stato di agitazione per il mancato rinnovo dei contratti in scadenza per fine anno e per puntare ad sbloccare il processo di stabilizzazioni invocato da anni.
Nel corso della protesta i manifestanti hanno esposto uno striscione sotto la sede della Giunta regionale all’Aquila, a Palazzo Silone, che recitava “Chiodi e Carpineta licenziano i precari”; un atto che non è piaciuto all’assessore al Personale che oggi ne ha ordinato la rimozione.
Non va meglio alla Provincia dell’Aquila, dove oltre un centinaio di lavoratori precari con contratti a tempo determinato sono in attesa di un rinnovo contrattuale per scongiurare il pericolo di rimanere a casa dal primo gennaio 2011. Un possibile danno a cui si aggiunge una beffa: l’ente presieduto da Antonio Del Corvo ha indetto un concorso pubblico per l’individuazione di personale a tempo determinato.
LA CARPINETA FA RIMUOVERE LO STRISIONE
L’AQUILA – Con un provvedimento urgente l’assessore regionale al personale Federica Carpineta ha fatto rimuovere lo striscione con la scritta “Chiodi e Carpineta licenziano i precari” che era stato installato nel cancello di entrata di palazzo Silone, sede della Giunta regionale, dove si sono verificate manifestazione di protesta dei c.co.co. regionali che chiedono la stabilizzazione.
I precari lo hanno esposto di nuovo nelle ringhiere di fronte al palazzo. La circostanza è stata riferita da un gruppo degli stessi precari che considerano “la decisione di Chiodi e della Carpineta molto grave”.
“La rimozione è stata motivata con il pretesto che lo striscione era sulla proprietà della Regione, – ha continuato il gruppo di precari – la mobilitazione comunque va avanti, non sono certo queste le azioni che ci intimoriscono o ci fanno desistere dalla protesta tesa a rivendicare i nostri diritti”.
I precari della Giunta, circa 160, sono da ieri in mobilitazione sia all’Aquila sia a Pescara, anche con l’interruzione dei servizi nei quali sono impiegati, tra cui quello Informatico, Bura, Statitistica, Cartografia, Rifiuti, Ambiente e Politiche per le Attività Internazionali. I precari, molti dei quali con i contratti in scadenza tra il 15 e il 30 novembre prossimi, sono scesi in piazza dopo che martedì il consiglio regionale ha rinviato l’esame della proposta di legge regionale bipartisan, sulla stabilizzazione dei co.co.co.
I co.co.co. accusano il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e la Carpineta di non essere riusciti a risolvere il problema alla luce del fatto che non hanno mai voluto attuare la delibera 38 del 2008 della precedente giunta di centrosinistra che disponeva percorso di stabilizzazione. Il Pdl in consiglio regionale sarebbe stato rinviato perché i consiglieri regionali non sarebbero riusciti a trovare un accordo con Chiodi e Carpineta.
La mobilitazione e il blocco dei servizi durerà fino a martedì prossimo, quando é prevista la prossima riunione dell’assemblea regionale. Oggi a Pescara è in programma una riunione tra sindacati, Carpineta il capogruppo del Pdl all’Emiciclo, Gianfranco Giuliante, e il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico (Pd).
ESPLODE LA RABBIA DEI PRECARI DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA
L’AQUILA – Oltre al danno potrebbe profilarsi una vera e propria beffa per gli oltre cento lavoratori precari della Provincia dell’Aquila impiegati in diversi settori, tra cui Centro per l’impiego, Sociale, Ambiente e Istruzione, che a partire dal primo gennaio 2011 rischiano di rimanere a casa per il mancato rinnovo dei contratti.
Sul portale web dell’ente, infatti, è stato pubblicato un bando per l’assunzione di personale a tempo determinato, proprio mentre solo qualche settimana fa dipendenti con contratti a tempo determinato e sindacati avevano chiesto di procedere alle proroghe dei contratti in scadenza e bloccare le nuove prove concorsuali per salvaguardare le professionalità maturate nel corso degli anni e dopo ben due concorsi.
Secondo quanto riportato nel bando la Provincia cerca personale nelle seguenti categorie professionali: Istruttore direttivo tecnico – categoria D, Istruttore direttivo amministrativo contabile, categoria D, Istruttore direttivo amministrativo, categoria D, Istruttore tecnico, categoria C, Istruttore contabile, categoria C, Istruttore amministrativo, categoria C; la presentazione delle domande va effettuata entro il 18 novembre, mentre solo qualche tempo fa la Provincia aveva bandito un altro concorso, questa volta per l’assunzione di dodici persone a tempo indeterminato.
Solo il 12 settembre scorso i precari e sindacati avevano presentato un documento nel quale veniva sollecitato l’ente a prorogare i contratti in scadenza, bandire nuovi concorsi (ma riservati al personale interno, ndr) per favorire le stabilizzazioni e chiedere al Governo una deroga al patto di stabilità per risolvere definitivamente l’emergenza occupazionale.
“Esistono già delle graduatorie a tempo determinato valide fino a marzo 2011 che potrebbero essere utilizzate per ricoprire ulteriori posti in organico – ricordano i precari della Provincia – bandire nuovi concorsi a tempo determinato potrebbe portare alla sostituzione degli attuali lavoratori precari con altri che diventerebbero precari a loro volta, non risolvendo il problema né degli uni né degli altri”.
Il presidente della Provincia Antonio Del Corvo, d’intesa con l’assessore provinciale al Lavoro Vincenzo Retico, dal canto suo aveva convocato un tavolo tecnico per provare ad individuare una soluzione: domani è prevista una riunione che si annuncia di fuoco con sindacati e precari che difficilmente cederanno dalle loro posizioni.
Come spesso accade in questi casi, inoltre, si è instaurato un duro scontro tra maggioranza ed opposizioni in Provincia
Questa vertenza si aggiunge a quella già in corso dei precari della Regione Abruzzo, circa centosessanta, che da ieri hanno dichiarato lo stato di agitazione per gli stessi motivi dei ‘colleghi’ della Provincia: senza una proroga dei contratti dal primo gennaio 2011 rimarranno a casa anche loro.
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