L’AQUILA – “Non siamo stati stabilizzati! È stato solo dato il via libera a un bando di concorso pubblico, cioè aperto a tutti, che ci riconosce il servizio prestato (e ci mancherebbe altro!) ma che non ci garantisce la stabilizzazione”.
Non sanno più come ripeterlo i precari della Giunta regionale d’Abruzzo, che non sono stati stabilizzati. L’emendamento alla variazione di bilancio che li riguarda dispone infatti solo l’avvio di un percorso di pre selezioni per contratti a tempo determinato, tre anni.
“In un momento in cui, a livello nazionale – sottolineano i precari – Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, sostiene che una delle soluzioni ai problemi della nostra economia sia la stabilizzazione dei precari, Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini affermano che bisogna porre fine al precariato, la Regione Abruzzo mantiene una linea al di sopra delle parti”.
“Ci telefonano per farci gli auguri – si lamentano i precari – e complimentarsi per la nostra stabilizzazione. Questo è quanto passa all’opinione pubblica della complicata faccenda che ci riguarda”.
“Dopo aver già vinto due, in alcuni casi tre concorsi – lo sfogo dei lavoratori – dobbiamo ancora una volta metterci in gioco contro migliaia di persone, portaborse compresi. Non dimentichiamo che per il bando pubblicato nel mese di agosto e che al momento non è stato annullato, ma solo sospeso, sono giunte 13 mila domande”.
“E pensare – concludono – che la Regione poteva semplicemente applicare la famosa delibera 38 e garantire la stabilizzazione con procedure snelle e del tutto legittime a noi che già abbiamo dimostrato di essere capaci e meritevoli con le prove superate nel corso degli anni e che svolgiamo da anni il nostro lavoro con professionalità e competenza”.





