CHIETI – Per i 28 precari del Comune di Chieti non c’è proprio più nulla da fare. Niente più proroghe a partire da adesso, sia per i 16 amministrativi il cui contratto scade domani, sia per i 12 tecnici con contratto a termine per il 5 agosto prossimo.
Lo ha confermato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, dopo che il caso era stato sollevato dall’ex assessore comunale e ora consigliere di minoranza Luigi Febo.
Quest’ultimo aveva accusato Di Primio di non aver voluto trovare soluzioni alternative per questa pattuglia di lavoratori del Comune, senza i quali la macchina amministrativa soffrirà un bel po’.
Di Primio, intervistato al riguardo, replica in maniera dura, accusando Febo e alcuni sindacati, Cgil innanzitutto, di “sciacallaggio politico”. Secondo il sindaco, infatti, “si sta strumentalizzando una situazione di cui tutti, in primis gli stessi precari, erano a conoscenza sin dallo scorso febbraio, prima che i revisori dei conti, pavidi, hanno deciso di non firmare in tempo il Patto di stabilità”.
“In questa situazione – continua il primo cittadino – io, al contrario di Febo e i sindacati, in particolare la Cgil, non ho illuso mai nessuno: da febbraio scorso ho detto che per legge non sarebbe stato possibile riconfermare tutti i contratti a tempo determinato”.
Il sindaco si riferisce al fatto che, prima ancora di incorrere nei vincoli per la mancata sottoscrizione entro i termini di legge del Patto di stabilità, la Finanziaria dello scorso dicembre aveva dettato vincoli strettissimi per il personale, mettendo paletti difficilmente aggirabili.
“La Finanziaria – spiega il sindaco – ci obbliga a tenere la spesa per i dipendenti a tempo determinato alla metà di quanto speso per il settore nel 2009. Le spese per il personale comunale in generale, inoltre, non possono superare quelle dell’anno scorso e l’arrivo dei nuovi dirigenti ci costringono, dunque, a una contrazione inevitabile dell’organico. Poi c’è anche il problema del Patto di stabilità che non ci permette di fare nuovi contratti ma che abbiamo cercato di forzare già una prima volta prorogando i 28 contratti per i precari sino all’estate”.
Di Primio cita anche un parere dell’ufficio legale che gli prescrive di non fare ulteriori proroghe: “Ho chiamato in causa l’ufficio legale del Comune proprio perché non sono rimasto con le mani in mano e ho cercato soluzioni alternative, che però non sono state trovate”.




