L’AQUILA – I temi della stabilizzazione e della internalizzazione del personale che lavora per le Asl abruzzesi diventano, di colpo, politicamente importanti, in mezzo, però, a tanta confusione e a tante proposte mai concretizzate.
Ad intervenire, oggi, è la consigliera regionale Antonietta La Porta, secondo cui “In riferimento al recente comunicato del consigliere regionale Roberto Santangelo, trovo giusta la sua proposta di internalizzare il personale sanitario all’interno della Rsa di Monterale. Così facendo questo diventa un progetto pilota, ma trovo ancora più giusto non circoscrivere l’iniziativa alla sola Rsa citata, ma di estenderla ai servizi Socio Sanitari della Asl 1- Avezzano, Sulmona, L’Aquila”.
Per La Porta, “L’opportunità è grande e quindi, d’accordo con il mio collega Santangelo, proporremo insieme un tavolo tra la Asl, la Direzione regionale sanitaria e i sindacati. Al tavolo proporremo più di una soluzione, non ultima la redazione di una legge sulla quale sto già lavorando. Ribadisco, inoltre, l’importanza di mettere al primo posto i lavoratori difendendo i loro diritti e tutelando la loro dignità”.
Alle parole di Santangelo e La Porta hanno quindi replicato i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Marianna Scoccia. “Bentrovati ai consiglieri Santangelo e La Porta che finalmente danno ragione alle nostre preoccupazioni in merito alle internalizzazioni del personale precario Asl che ricordiamo comprendere sia quello della Rsa di Montereale che con i fatti dimostrati abbiamo a cuore, che il personale amministrativo (quello somministrato e non), quello del 118 e di tutti gli altri servizi esternalizzati; noi non dimentichiamo quanto sia stato indispensabile il lavoro di tutti loro durante le fasi più dure della pandemia”.
“Duole però dover ripercorrere la cronaca di questi ultimi mesi: sull’argomento è stata richiesta una V commissione Sanità ben due mesi fa, ma a quanto pare il presidente Quaglieri, più volte sollecitato anche sui media – hanno aggiunto Pietrucci e Scoccia – non è disponibile a un confronto in aula fra tutte le forze politiche con la presenza degli assessori Nicoletta Verì e Guido Liris, del direttore del Dipartimento sanità, Claudio D’Amario, dei manager delle quattro Asl e dei sindacati; siamo convinti che questa strada sia l’unica percorribile affinché tutta la politica regionale si faccia carico e risolva il problema delle internalizzazioni della sanità. Abbiamo anche avanzato precise proposte in termini costruttivi e collaborativi per arrivare all’obiettivo, riprendendo le esperienze e soluzioni di altre regioni, come le regioni Puglia, Liguria e Lazio. Il consigliere Silvio Paolucci aveva depositato sull’argomento anche una proposta di legge che la Verì stravolse in aula, rendendola di fatto inefficace. L’invito che rivolgiamo dunque ai colleghi di maggioranza è quello di non trasformare una battaglia giusta di carattere regionale in una vetrina elettorale dei piccoli territori: sarebbe ingeneroso verso una categoria di lavoratori che, soprattutto in questi due anni di pandemia, ha avuto sulle proprie spalle la salute e il benessere di tutti”.
Alla proposta di Santangelo aveva risposto ieri Marcello Vivarelli, segretario provinciale del sindacato Fesica L’Aquila per la categoria Terziario e segretario provinciale Fesica Teramo: “Santangelo propone di utilizzare una parte dei fondi del Pnrr per internalizzare alcuni lavoratori sociosanitari della Rsa di Montereale, in provincia dell’Aquila, che hanno la clausola sociale. Vorrei ricordagli, allora, che non ci sono differenze tra lavoratori da internalizzare. Vanno internalizzati tutti i precari. E la politica deve smetterla di ‘giocare’ con le parole”, ha detto Vivarelli.
“Secondo Santangelo – ha aggiunto il sindacalista – è doveroso riallinearsi a quello che lui stesso definisce ‘un paradigma virtuoso offerto dalla Asl di Chieti che, in forza di un percorso iniziato nell’estate del 2021, ha recentemente provveduto alla reinternalizzazione delle attività socio-sanitarie garantite da personale operatori socio sanitari appartenente a cooperative sociali in forza di un contratto di appalto; nello specifico presso la Asl 2 ad oggi sono stati internalizzati circa 160 operatori’. Ma c’è un ‘problema’: mi sono immediatamente informato ed ho scoperto, carte ufficiali alla mano, che non si tratta internalizzazione, ma di un avviso pubblico a copertura dei posti a tempo determinato, in attesa dell’ufficializzazione della graduatoria degli operatori sociosanitari composta con l’ultimo concorso bandito dalla Asl di Teramo, alla quale possono attingere anche le altre Asl. Per internalizzare, lo dobbiamo dire chiaramente, le procedure sono totalmente diverse, quella della clausola sociale è una legge dello Stato e quella va utilizzata. Non si deve passare per le procedure concorsuali, perché in quel caso, oltre a non rispettare una legge dello Stato, i precari si ritroverebbero senza lavoro, come dimostra chiaramente la vicenda del contact center Inps”.
“Le soluzioni ci sono, lo sa bene il vicepresidente Santangelo, con cui ho parlato più volte delle soluzioni per eliminare il precariato nelle Asl, lo sanno i consiglieri regionali come ad esempio Americo Di Benedetto, che ha spiegato nella recente assemblea pubblica di Fesica all’ospedale dell’Aquila come sia la Asl a potersi attivare con una sua società in-house, che peraltro ha già avuto in passato, e non necessariamente la Regione Abruzzo che però una società in-house ce l’ha già e si chiama Abruzzo Engineering”, ha detto ancora il sindacalista aquilano.





