PESCARA – Una delibera per definire lo stanziamento del “de minimis” a favore delle categorie di lavoratori ricadenti sul Porto di Pescara a seguito dei mancati introiti per il disastro del dragaggio.
Questo prometteva la maggioranza in Regione attraverso l’assessore alla pesca Mauro Febbo a margine di un incontro con le marinerie pescaresi.
Venerdì scorso la brutta notizia. Le risorse a disposizione (287 mila euro) non sono assolutamente sufficienti a sostenere i disagi e i mancati guadagni delle marinerie.
“Una somma insufficiente e ridicola rispetto ai gravi danni subiti dalle economie portuali – afferma la consigliera regionale del Pd Marinella Sclocco – un porto come quello di Pescara dovrebbe essere una risorsa per tutta la regione, gli andrebbe dedicata maggiore attenzione, programmazione, interventi di sviluppo e non diventare un problema da discutere in tavoli istituzionali convocati a piu’ riprese che si rivelano assolutamente non in grado di fornire risposte concrete”.
Dello stesso avviso il consigliere comunale Enzo Del Vecchio.
“In accordo con la consigliera Sclocco abbiamo valutato un’azione congiunta, e faremo tutto il possibile per costringere le amministrazioni di Regione e Comune a individuare risorse maggiori in modo da poter garantire un risarcimento dignitoso”.
Marinella Sclocco chiederà al presidente Chiodi di rintracciare nelle voci di bilancio il necessario per tutelare il lavoro delle marinerie e degli altri esercizi economici, turistici e imprenditoriali del Porto di Pescara, e il consigliere Del Vecchio chiederà all’amministrazione comunale di rimodulare, rivedere le “quote di Aggio” (tassa sulle operazioni di vendita) che i pescartori sostengono nella vendita dei propri prodotti al mercato ittico.
“Ancora una volta, il Pd si attiva in maniera concreta – concludono i consiglieri di Comune e Regione – suggerendo anche risposte a questiti spinosi e possibili soluzioni di gravi problemi di natura economica ad una maggioranza che ha dimostrato sinora di non essere in grado di gestire le risorse e di sviluppare le potenzialità di una città che attraverso il porto potrebbe e dovrebbe intercettare occasioni di crescita e non essere seppellita dal fango”.





