PESCARA – Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, sarà il nuovo commissario per il porto di Pescara, in sostituzione dell’architetto Adriano Goio che, nominato due mesi fa, ha rifiutato l’incarico e manterrà solo i poteri sul fiume Aterno-Pescara e la competenza sul ‘caso’ Bussi.
È quanto deciso nel corso vertice svoltosi a Roma, presieduto dal capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli.
La stessa Provincia sarà stazione appaltante per la ripresa e conclusione dei lavori di dragaggio del porto canale, con la nomina di un responsabile unico del procedimento e di un direttore dei lavori e soprattutto con la collaborazione dell’Università dell’Aquila.
Il Comune di Pescara supporterà in ogni modo l’azione del neo-commissario con l’obiettivo di giungere rapidamente sia alla soluzione dell’attuale emergenza sia alla progettazione dello sviluppo infrastrutturale dello scalo.
“Il vertice – ha spiegato il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia – ha segnato un giro di vite nella gestione della vicenda dragaggio che ha rafforzato la collaborazione tra le Istituzioni interessate”.
“La Provincia – hanno detto Albore Mascia e Testa – per il nuovo appalto finalizzato alla conclusione del dragaggio disporrà dei 2 milioni erogati dalla Regione Abruzzo, ma anche di 1 milione residuo dell’appalto complessivo da 1,9 stanziato dal Provveditorato alle opere pubbliche che non è ancora stato speso. Tutte le risorse verranno assorbite dall’incarico del neo-commissariamento”.
CATONE: ”SVOLTA DECISIVA E SUCCESSO DEL GOVERNO”
La Provincia di Pescara è stata individuata come il soggetto che eserciterà i poteri commissariali sia per il dragaggio del porto, sia per l’attuazione di tutti gli interventi previsti.
Lo ha reso noto il sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone a conclusione del vertice svoltosi oggi a Roma.
Oltre all’utilizzazione dei fondi già disponibili, stimati in 3 milioni di euro, sarà reperita una somma complessiva di 20 milioni di euro, che ne consentirà la completa attuazione, che prevede l’asporto di circa 200 mila metri cubi di sedimenti posti nei fondali.
“Tutto ciò – prosegue la nota – con il blocco degli attuali lavori e la rimozione delle attrezzature che rendono ancora più difficile l’attracco dei traghetti”.
“È un successo del governo – ha commentato Catone – e una svolta decisiva per un problema che stava avendo pesanti ripercussioni sul piano economico, sociale, e dello stesso ordine pubblico”.





