L’AQUILA – Al di là del terremoto giudiziario, la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici potrebbe nelle prossime ore prendere una decisione in merito al vincolo di interesse culturale da apporre alla cinta muraria della città dell’Aquila, già oggetto di recupero e valorizzazione grazie ai fondi della ricostruzione
Una decisione attesa in particolare dai tanti cittadini e associazioni che si battono, anche mediante una petizione popolare, affinché venga recuperata l’antica Porta Barete, dove a seguito dell’abbattimento di una palazzina, il civico 207, e lo svuotamento del terrapieno, è tornata alla luce l’antica struttura muraria con cui nel 1308 era stato realizzato il corpo di guardia della porta, un leone in pietra calcarea, di epoca romana e parti della pavimentazione i quella che fu la piazza di acceso alla città.
Una decisione specifica su un eventuale vicolo di rispetto su Porta Barete dovrà essere presa dalla Direzione beni culturali entro il 19 luglio, ovvero entro 120 giorni dalla chiusura del cantieri archeologico che ha interessato l’area, come ha ribadito il direttore regionale Fabrizio Magani nel corso del recente convengno organizzato dalla senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo.
Su Magani, giova ricordare, pesa l’incognita della mancanza del decreto di nomina da parte del ministero, una vacatio che sta provocando non pochi problemi alle imprese che attendono i soldi per i lavori effettuati nella ricostruzione post-sisma dell’Aquila e del ‘cratere’.
Entrambe le decisioni della Direzione regionale, quella sulla cinta muraria, e quella specifica su Porta Barete impediranno che il civico 207 possa essere ricostruito com’era e dov’era.
“La direzione regionale – spiega Paolo Baglioni, cittadino che ha contribuito alla raccolta firme della petizione popolare – con ogni probabilità porrà un vincolo di rispetto in una fascia di cinque metri al di qua e al di là delle mura. E secondo me il civico 207 non può rientrare tra gli edifici preesistenti, a cui evidentemente non si può applicare il vincolo”.
E aggiunge: “Direzione e Soprintendenza non farebbero altro che ripristinare il rispetto di un’ area demaniale, che coincide con la fascia di rispetto. Noi siamo i primi a voler trovare un accordo con gli inquilini del civico 207, ma riteniamo che il pur legittimo interesse privato di una decina di cittadini non posso pregiudicare quello di un’intera città, e il recupero di un patrimonio comune come l’antica porta Barete”.



