POPOLI – Una persona è in carcere, tre ai domiciliari e altri hanno ricevuto le misure restrittive dell’obligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria nell’ambito dell’operazione antidroga denominata Sinergia.
In manette è finito Elio Del Rossi, 55 anni, pescarese, domiciliato a Francavilla al Mare (Chieti).
Sono agli arresti domiciliari, invece, Adriano Mastracchio, cerignolano di 30 anni, residente a Scafa (Pescara), Alim Dosti, albanese di 26 anni residente ad Alanno (Pescara), Gezim Pica, albanese, di 32 anni, domiciliato a Pescara.
I destinatari degli obblighi di dimora sono: Matteo Canestrale, teramano di 31 anni, residente a Scafa, Massimo Mastracchio, cerignolano di 30 anni, residente a Scafa.
I destinatari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria sono: Augusto Eliatan De Souza, brasiliano, di 21 anni, residente a Scafa, Algimiro Marulli, di Tocco da Casauria (Pescara) di 30 anni, residente a Bolognano (Pescara), Antonello Clivio, di 37 anni di Popoli (Pescara), residente a Scafa, Annalisa De Chellis, 31enne di Sulmona (L’Aquila), residente a Pacentro (L’Aquila).
Le indagini hanno riguardato inizialmente una ventina di giovani tossicodipendenti di Scafa e dintorni in cura presso il Sert che commercializzavano in modo clandestino i flaconi di metadone ricevuti nella struttura sanitaria di Tocco da Casauria per poi acquistare droghe pesanti, eroina o cocaina.
In particolare l’attenzione dei carabinieri si è soffermata su De Souza, Canestrale, Marulli e Clivio e da loro si è arrivati ad altri soggetti coinvolti nello spaccio di cocaina nei comuni di Scafa, Alanno, Pescara e Francavilla al Mare.
I carabinieri ritengono che Adriano Mastracchio fosse uno dei principali spacciatori di cocaina dell’area di Scafa, che si procurava la droga attraverso degli albanesi e partendo da lui si è arrivati alle persone con cui faceva affari nel campo degli stupefacenti, dai familiari ad un fornitore albanese di droga.
Sempre da lui si è giunti all’attività di spaccio che avveniva a Pescara e Francavilla, dove si riforniva, tant’è che le indagini sono proseguite in collaborazione con la squadra mobile di Chieti, diretta da Francesco Costantini.
Le indagini sono andate avanti per otto mesi, da gennaio a luglio del 2010, con arresti e sequestri in flagranza, e solo oggi sono arrivate le misure cautelari, emesse dal gip Luca De Ninis su richiesta del pm Valentina D’Agostino.
Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri della compagnia di Popoli, coordinati dal capitano Pasquale Del Giudice.





