L’AQUILA – Il Tribunale dell’Aquila, nell’ambito udienza per il contenzioso civile tra il Comune dell’Aquila e l’impresa aquilana H Edilizia sull’appalto di circa 6 milioni di euro per la realizzazione della scuola di Paganica, che si è svolta il 10 luglio scorso, ha accolto l’ istanza di sospensione dei lavori e vietato l’abbattimento dei pilastri, la cui esecuzione è alla base della controversia; il Tribunale – giudice monocratico Iolanda Di Rosa – ha anche disposto il blocco alla prosecuzione dei lavori e un accertamento tecnico preventivo sui manufatti già realizzati.
A renderlo noto la stessa H Edilizia, per tramite dei suoi legali Silvia Loiacono e Niccolò Casinelli, del foro di Roma.
Il giudice ha fissato la prossima udienza al prossimo 11 agosto quando è in programma, tra le altre cose, la nomina del perito e la data di inizio delle operazioni peritali. Si prevede che per queste attività passeranno oltre due mesi.
“Nel bilanciamento di due interessi di rango costituzionale – commentano i due legali -, quello della H Edilizia alla effettività della tutela giurisdizionale e quello del Comune alla efficienza amministrativa il Tribunale dell’Aquila ha ritenuto preminente il primo. Il Tribunale del capoluogo regionale ha scrutinato con grande attenzione la posizione della H Edilizia e ha dimostrato grande sensibilità nel tutelare la genuinità delle fonti di prova”.
Il Comune aquilano ha intanto affidato alla seconda impresa in graduatoria, la ditta “Fratelli Di Nardo Srl, dei fratelli Armando, Mauro ed Ennio Di Nardo, con sede nella stessa Paganica, classificatasi al secondo posto nella relativa procedura di gara, per una opera ritenuta strategica a oltre 16 anni dal sisma che ha danneggiato gravemente la struttura scolastica della più popolosa frazione del capoluogo di regione. Il nuovo polo per oltre 700 alunni e studenti dalla primaria alla scuola secondaria, sorgerà al posto del Teatro tenda, storica incompiuta e ora demolita.
Il progetto è finanziato dall’Unione europea Next Generation EU, a valere sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e per accelerare i tempi contingentati, con fine cantiere entro giugno 2026.
Direttore dei lavori sarà ora il dirigente Roberto Evangelisti, lo stesso che ha firmato la delibera di revoca per “gravi omissioni” da parte della H Edilizia, quando si era appena al 6% dell’avanzamento dei lavori, con un primo stato avanzamento lavori approvato e definito senza contestazioni, per la presunta “irregolare posa in opera dei primi pilastri”.
La società estromessa ha così il 19 maggio scorso presentato un ricorso affidato agli avvocati Loiacono e Casinelli, annunciando una consistente richiesta di un maxi risarcimento, secondo quanto si è appreso ben oltre i 3 milioni di euro, e puntando il dito in particolare sui “surreali addebiti” mossi al proprio operato dal Comune e, più in generale, denunciando un clima di “malafede”, “prevenuto” sin dall’inizio del cantiere, da parte di chi era stato deputato al controllo a nome della Committenza, ovvero il Comune dell’Aquila. Puntando il dito contro il direttore dei Lavori, l’ingegnere Simone Curtacci, nominato dal Comune assieme al coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, l’architetto Michela Teti, e il responsabile del collaudo statico e tecnico amministrativo, l’ingegnere Giuseppe Diotaiuti.
Curtacci è difeso dagli avvocati Gianluca Racano e Augusto Frezza del foro dell’Aquila, Teti dall’avvocato Fausto Di Marcantonio, del Foro di Sulmona.
Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi, interpellato sulla vicenda da AbruzzoWeb, ha affermato che “le commistioni tra politici e tecnici sono un malcostume che nel Comune dell’Aquila è stato azzerato da quando si è insediato il centrodestra. La scelta della revoca attiene ad un percorso di natura tecnica in cui la politica non deve infilarsi e, secondo quanto mi è stato riferito dal direttore dei lavori, che è un soggetto terzo incaricato dal Comune di verificare il corretto svolgimento delle opere, sono state riscontrate gravissime inadempienze da parte della ditta per quanto riguarda la realizzazione dei pilastri e quindi, vista la gravità delle inadempienze, si è deciso di procedere con la rescissione contrattuale”.






