TORINO – Si chiama Alessandro Calista l’agente del Reparto Mobile di Padova che è stato aggredito durante la manifestazione per Askatasuna a Torino. Sposato e padre di un bambino, ha 29 anni ed è originario di Pescara.

Il video dell’aggressione è subito diventato virale: Colista era in servizio a Torino per la manifestazione, a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi, durante gli scontri scoppiati al termine del corteo contro lo sgombero del centro sociale. A salvarlo sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo.

Ora è ricoverato al pronto soccorso chirurgico. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata.

Nella guerriglia è rimasto ferito anche un altro poliziotto abruzzese, Francesco Rosella, di Gioia dei Marsi (L’Aquila), e sono stati aggrediti anche Bianca Leonardi e il suo filmaker, della troupe Rai di Far West.

All’inizio del corteo, 15.000 in strada secondo le forze dell’ordine, 50.000 per gli organizzatori, si erano uniti sindacati di base, militanti di centri sociali non solo dall’Italia, il movimento No Tav, il fumettista Zerocalcare.

In totale, secondo gli ultimi aggiornamenti, sono oltre cento i feriti tra le forze dell’ordine negli scontri: secondo quanto si apprende, sono
rimasti feriti 96 poliziotti, 7 militari della guardia di finanza e 5 carabinieri.

Blu, Ugo. Ma anche Kiwi e Mango: questi alcuni dei nomi in codice cui si chiamavano tra di loro i gruppi di incappucciati, mentre attaccavano le forze dell’ordine. Anarchici e autonomi, divisi dalle idee politiche, ma uniti durante l’assalto. Un unico blocco nero che, quando ha iniziato a fare buio sulla città ha attaccato.

Prima sul corso, a pochi metri da dove si trova l’edificio occupato per trent’anni dagli autonomi e sgomberato a dicembre scorso, poi per le vie limitrofe, ma anche durante la ritirata. Quando tutte le bombe carta e i razzi erano stati lanciati e dopo che i cassonetti erano stati dati alle fiamme insieme a un mezzo delle forze dell’ordine, si sono ritirati.

La scia che hanno lasciato sul selciato è fatta di giacche e pantaloni impermeabili, buttati dopo che tutto era finito. Dopo la battaglia restano innumerevoli cocci di bottiglie di vetro, candelotti di lacrimogeni, tanti massi, fioriere distrutte.

Pochi i momenti in cui antagonisti e forze dell’ordine sono venuti a contatto. Tra questi però l’aggressione all’agente, quasi un vero e proprio linciaggio. Ci sono feriti anche tra i manifestanti, portati via a braccio o curati dentro un portone. Un intero quartiere, quello di Vanchiglia, ha vissuto una delle sue giornate più violente, come a Torino non si vedevano da tempo.

E sono almeno due le persone arrestate ieri e portate in carcere. Si ha notizia di giovani donne rilasciate e denunciate a piede libero. Le persone fermate ieri è portata in questura per gli accertamenti erano state in tutto una decina.

La guerriglia urbana infiamma il dibattito politico. La premier Giorgia Meloni parla di “aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta”. Il titolare del Viminale Matteo Piantedosi definisce gli antagonisti “un pericolo per la democrazia”. E davanti alle imagini di un poliziotto circondato e picchiato con spranghe e martelli, interviene anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella che ha telefonato a Piantedosi per esprimere solidarietà all’agente aggredito.

Dalla Lega a Forza Italia la maggioranza accusa la sinistra di legittimare certi comportamenti violenti. “Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge” tuona il vicepremier Matteo Salvini, che esprime “solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine”, e aggiunge: “avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza”.

La maggioranza torna infatti a spingere sul pacchetto sicurezza: “Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando”, assicura Antonio Tajani. Piantedosi ha annunciato che il pacchetto sarà discusso la settimana prossima prossima e si lavorerà per “proporre nuove norme”.

E, secondo quanto si apprende, riprende forza il fermo di polizia preventivo di 12 ore per i soggetti noti pericolosi. Una misura che sarebbe ritenuta “fondamentale” dagli adetti ai lavori per consentire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni.

In serata arriva anche il commento della segretaria del Pd Elly Schlein: “Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile”, ha detto esprimento solidarietà alla polizia. “La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”, ha aggiunto.

LE REAZIONI IN ABRUZZO

MARSILIO: “CSX SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ”

In una nota il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di FdI, scrive: “Esprimo la più ferma condanna per la vile aggressione subita ieri a Torino dagli agenti di polizia Alessandro Calista, giovane pescarese in servizio al Reparto Mobile di Padova, colpito ripetutamente durante gli scontri legati alla manifestazione per il centro sociale Askatasuna e a Francesco Rosella, poliziotto di Gioia dei Marsi, anche lui rimasto ferito durante gli scontri. A loro vanno la mia vicinanza personale e quella dell’intera comunità abruzzese, insieme all’augurio di una pronta e completa guarigione”.

“Alessandro e Francesco hanno dimostrato grande coraggio, professionalità e senso del dovere, onorando la divisa e rendendo orgogliosa la sua terra d’origine. Ribadisco la mia piena solidarietà a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine che ogni giorno, spesso in condizioni difficili e rischiose, garantiscono la sicurezza dei cittadini e la tutela delle istituzioni democratiche; episodi di brutale violenza come quello avvenuto a Torino sono un attacco allo Stato e non possono trovare alcuna giustificazione, né sul piano politico né su quello sociale”.

“Condanno con fermezza anche l’atteggiamento della sinistra che, nelle ultime settimane, ha sostenuto e incoraggiato la grande manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, nonostante fosse evidente il rischio che quella piazza diventasse terreno di scontro e di violenza organizzata. La partecipazione e il sostegno politico a un corteo che ha dato spazio ad aree antagoniste, finite per trasformare la città in un teatro di guerriglia urbana con auto incendiate, barricate e decine di feriti tra le forze dell’ordine, hanno di fatto alimentato un clima di ostilità verso lo Stato e legittimato chi predica e pratica la violenza come metodo di lotta. È inaccettabile che, in nome dell’opposizione al governo, si scelga di stare dalla parte di chi aggredisce un giovane poliziotto a colpi di spranghe e martelli e mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini: chi ha promosso e coperto politicamente questa mobilitazione si assuma la responsabilità di aver fomentato una solidarietà ambigua verso ambienti che disprezzano le regole democratiche e non riconoscono l’autorità delle istituzioni”.

“Confido che i responsabili di questa aggressione vengano rapidamente identificati e perseguiti con la massima severità prevista dall’ordinamento, affinché sia affermato un principio chiaro: chi colpisce un servitore dello Stato colpisce l’intera comunità nazionale, e l’Abruzzo sarà sempre al fianco di chi lavora per difendere legalità, ordine pubblico e libertà di tutti”, conclude Marsilio.

LIRIS: “SOLIDARIETÀ AD AGENTI, IL GOVERNO C’È”

“Esprimo la mia più sentita vicinanza ai due agenti rimasti feriti negli episodi di violenza verificatisi ieri a Torino e, attraverso loro, a tutti gli uomini e le donne delle Forze dell’ordine impegnati quotidianamente nella difesa della sicurezza e della legalità”, scrive il senatore abruzzese Guido Liris, capogruppo di FdI in Commissione Bilancio.

“Uno degli agenti coinvolti è abruzzese, figlio della mia terra, ha 29 anni, e rappresenta il volto di tanti giovani che, indossando una divisa, scelgono di servire lo Stato con responsabilità e coraggio. Colpire chi garantisce l’ordine pubblico con strumenti e modalità organizzate e pericolose non ha nulla a che vedere con l’esercizio del diritto di manifestare”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris.

“Quanto accaduto a Torino – prosegue – non può essere derubricato a semplice protesta. Siamo di fronte ad atti di violenza grave che mettono a rischio la vita delle persone e che richiedono una risposta chiara e ferma da parte dello Stato. Il Governo c’è. La presenza oggi del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accanto ai carabinieri coinvolti è un segnale concreto di attenzione e di sostegno a chi ogni giorno difende i cittadini. È un messaggio chiaro: le Forze dell’ordine non sono sole. Difendere chi difende lo Stato – conclude il senatore Liris – è una priorità non negoziabile”.

TESTA E FORCONI: “CRIMINALITA’ CONTRO LO STATO, CONDANNA SENZA ATTENUANTI”

“La brutale aggressione subita ieri dai poliziotti abruzzesi Alessandro Calista, di Pescara, e Francesco Roselli, di Casali d’Aschi, è un fatto di una gravità inaudita, che segna un ulteriore e inquietante scivolamento verso forme di violenza criminale incompatibili con qualsiasi idea di società civile”.

Cosi, in una nota congiunta, il deputato pescarese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, e il capogruppo FdI del Consiglio comunale di Montesilvano, nonche’ responsabile del dipartimento regionale ‘Sicurezza’ del partito, Marco Forconi.

Non siamo di fronte a un semplice episodio di devianza ma a un attacco diretto allo Stato, ai suoi servitori e ai valori che garantiscono ordine, sicurezza e convivenza. Chi colpisce le Forze dell’Ordine non è un ribelle né un provocatore: è un criminale. Un soggetto che rifiuta le regole, disprezza la legalità e mette a rischio l’intera comunità. È questo il livello di degrado culturale che va denunciato con forza, senza attenuanti e senza indulgenze. Esprimiamo sdegno assoluto e una condanna ferma e inequivocabile. Che i responsabili vengano individuati e perseguiti con la massima severità prevista dalla legge, affinché sia chiaro a tutti che la violenza contro chi garantisce la pubblica incolumita’ non sarà mai tollerata né minimizzata”.

“Ad Alessandro e Francesco – e a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine italiane che subiscono aggressioni nell’adempimento del proprio dovere – va la nostra piena solidarietà, la vicinanza umana e istituzionale, e l’augurio di una pronta guarigione. L’Abruzzo si stringe attorno a loro e ribadisce con forza che il rispetto delle istituzioni e di chi le rappresenta non è negoziabile”.

PD ABRUZZO: “VIOLENZA INACCETTABILE”

“Quanto accaduto a Torino è gravissimo e non può essere in alcun modo giustificato. Esprimo la mia piena e convinta solidarietà al poliziotto abruzzese rimasto ferito, così come a tutti gli uomini e le donne delle forze dell’ordine coinvolti negli scontri”.

Così il segretario regionale del Partito Democratico Abruzzo, Daniele Marinelli.

“La violenza non è e non sarà mai uno strumento efficace per il riconoscimento dei diritti – prosegue Marinelli – Chi pensa di affermare le proprie ragioni colpendo, ferendo o mettendo a rischio la vita di altre persone sbaglia profondamente e tradisce qualunque causa dica di voler difendere. Il diritto al dissenso è sacrosanto, ma non può mai trasformarsi in guerriglia. Le forze dell’ordine svolgono un ruolo delicatissimo al servizio della collettività e meritano rispetto, non aggressioni. Al nostro agente va l’abbraccio di tutta la comunità democratica abruzzese, con l’augurio di una pronta guarigione. Alla politica il monito di trovare, pur in questi tempi difficilissimi, la via per evitare ogni strumentalizzazione e a favorire un clima di dai toni che consentano il democratico confronto”.