L’AQUILA – “Una legge sbagliata e dannosa costringe l’Abruzzo a nominare solo sei assessori più il sottosegretario”, ha detto in una intervista pubblicata dal quotidiano Il centro, il riconfermato presidente della Regione di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio, alle prese con il rebus della composizione della nuova giunta, per la quale, parole sue, servirebbero 12 posti, per accontentare tutti i partiti, essendo “la coperta corta, anzi cortissima”.

Eppure l’ora vituperata norma che ha ridotto il numero dei consiglieri e assessori regionali e relative indennità, ovvero la legge 148 del 2011, si scopre andando a consultare lo storico del parlamento, fu votata anche da Marco Marsilio, allora deputato del Popolo delle libertà, nel quarto governo di Silvio Berlusconi, un anno prima della nascita di Fratelli d’Italia, con cui Marsilio è diventato senatore nel 2018, e poi presidente di Regione, per il primo mandato, nel 2019.

Quella legge, decisa per contenere la spesa pubblica prevede infatti che “il numero massimo dei consiglieri regionali, ad esclusione del Presidente della Giunta regionale, sia uguale o inferiore a 20 per le Regioni con popolazione fino ad un milione di abitanti; a 30 per le Regioni con popolazione fino a due milioni di abitanti; a 40 per le Regioni con popolazione fino a quattro milioni di abitanti; a 50 per le Regioni con popolazione fino a sei milioni di abitanti; a 70 per le Regioni con popolazione fino ad otto milioni di abitanti; a 80 per le Regioni con popolazione superiore ad otto milioni di abitanti”.

E di conseguenza  si stabilisce che “il numero massimo degli assessori regionali sia pari o inferiore ad un quinto del numero dei componenti del Consiglio regionale, con arrotondamento all’unità superiore”.

Ai tempi evidentemente Marsilio non poteva certo immaginare che un giorno sarebbe diventato presidente della Regione, per di più dell’Abruzzo di cui era solo originario, e doversi trovare a maledire quello stesso provvedimento che, non solo in Abruzzo, crea ogni volte scontri feroci per accaparrarsi le poche poltrone da assessore disponibili.

Bei tempi insomma quelli dei presidenti di regione precedenti al taglio, ovvero di Gianni Chiodi di Forza Italia, del socialista Ottaviano Del Turco e l’aennino Giovanni Pace, che potevano contare su una giunta di ben nove componenti.

Marsilio ha sollevato la questione anche in sede di Conferenza Stato Regioni, per arrivare ad una modifica dello Statuto regionale, con un aumento dei posti da assessore a costi complessivi di giunta e consiglio invariati, per non infrangere le norme a presidio del contenimento della spesa.  Comunque allo stato attuale c’è intanto allo studio una modifica dello statuto che prevede la “surroga” anche per  il sottosegretario di giunta, e da quanto si apprende, l’istituzione di un secondo sottosegretario.