MONTESILVANO – “Senza discussione pubblica dei progetti, senza controllo, senza partecipazione. Talvolta con clamorosi errori progettuali. Il caso del centro sportivo “outdoor” di via Alfieri, a Montesilvano. Quasi 2 milioni di euro di fondi Pnrr per costruire un pattinodromo a Montesilvano, in zona ppi, tra il vecchio campo sportivo e le palazzine a mare. Un’area che da anni attende il completamento di una rete di servizi per un quartiere turistico moderno di 5-7.000 abitanti tra Palacongressi e zona alberghiera, che avrebbe standard urbanistici di servizi e verde per quasi 50 mq per abitanti, Ma che, in giro, non si vedono”.
A contestare il progetto il Comitato di quartiere Saline Marina PP1 di Montesilvano. A seguire la nota completa.
LA NOTA
In realtà, in questa zona con diversi pocket park di poche migliaia di metri quadrati, non c’è né una rete di parchi interconnessi, né di corridoi ecologici di connessione delle piccole aree verdi, né dei percorsi ciclopedonali di connessione tra le aree verdi. Tanto, che qualcuno dice “non c’è nemmeno un parchetto dove giocare una partita di calciotto”.
In un quartiere che doveva diventare il cuore verde e turistico della città nuova, per cui si era proposto il *progetto di una rete di boulevard alberati ciclopedonali di ricucitura*, (rifiutato dal sindaco) quello che dà fastidio ai progetti PNRR sono proprio *gli alberi*. La prima cosa che hanno fatto le ruspe del cantiere PNRR è stata quella di abbattere un gruppo di alti pioppi cinquantenari, residuo delle piantate rivierasche del secolo scorso.
Ci si stupisce che dei progettisti che devono rispettare i criteri dei progetti PNRR (Do No Significant Harm, Primo: Non creare danni significativi all’ambiente), abbiamo fatto un progetto così costoso per un’area sportiva all’aperto senza inserire e valorizzare i pochi elementi ambientali presenti, e abbiamo ritenuto che non si potesse fare un vero progetto di area sportiva all’aperto se non facendo tabula rasa dell’esistente e stendere una colata di cemento e asfalto su tutta l’area di intervento. Il criterio sarebbe dovuto essere: primo, valorizza quello di prezioso che già c’è. Appunto, gli alberi autoctoni presenti.
Del resto il criterio della *tutela del verde esistente* si trova dichiarato anche nel *Regolamento comunale del Verde*, che il comune si è dato nel 2011. All’ *Art. 3*, il Regolamento, da una parte parla del *coinvolgimento dei cittadini nella difesa del verde esistente* (1. Il cittadino, facendosi portatore dei contenuti del Regolamento, è chiamato a difendere il verde da qualsiasi azione che vada contro i principi di tutela ecologico ambientale, biologica, paesaggistica, urbanistica ed estetica).
E all’ Art 9 della tutela del verde esistente (1. Tutte le piante del territorio comunale rientrano nel patrimonio storico ambientale della città e come tali devono essere tutelate e mantenute in buon stato di conservazione. Su tutto il territorio Comunale *devono essere conservati* : (…) – gli alberi con circonferenza del fusto, misurata a cm. 130 di altezza dal colletto, superiore a cm. 50 per le specie di prima e seconda grandezza, e superiore a cm 30 per le specie di terza grandezza;).
Del resto è noto l’ altissimo valore ecosistemico di un albero adulto rispetto a quello modesto di un giovane albero di impianto. È una stupidaggine pensare che si possa compensare l’abbattimento di un albero di cinquant’anni piantandone due di nuovo impianto.
A Montesilvano di *abbattimenti selvaggi di intere foreste urbane* ce ne sono state diverse. Dall’abbattimento di 106 pini e cipressi dell’Arizona dell’ex stazione FEA, in via Boccaccio, nel 2020, per fare un parcheggio tutto asfalto e cemento, ma con gli alberi dipinti sui murales, che piacciono tanto all’assessore Pompei. All’ ecocidio di via Vestina, angolo via Barbato, con l’abbattimento di 50 alberi di alto fusto su 5.000 mq, per realizzare un centro commerciale in una zona ad alta densità edilizia e bassa copertura verde, adiacente al Tigotà.
Qui il neo dirigente all’urbanistica Arch Fineo, non ha spiegato cosa ha fatto per tutelare la preziosa risorsa verde esistente, e si è opposto all’accesso agli atti per controllare i criteri progettuali che hanno impedito di salvare l’importante risorsa esistente all’interno del progetto di trasformazione urbana.
In Europa si parla di New European Green Deal (Nuovo Effare Verde in Europa), di transizione ecologica, lotta ai cambiamenti climatici, forestazione urbana, sapendo che *gli alberi sono l’unica vera risorsa naturale efficiente* per ridurre l’anidride carbonica, abbassare le temperature, ridurre gli inquinanti, migliorare la qualità della vita e la biodiversità, aumentare il valore delle proprietà immobiliari adiacenti, soprattutto in ambiente urbano, mentre in alcune città ancora si pensa che gli alberi siano essenzialmente un pericolo per la sicurezza ed un fastidioso costo. In Emilia Romagna e in Lombardia da tempo si parla di nuovi standard urbanistici di un nuovo albero per abitante nel periodo di durata di un sindaco. Ma da noi, sulla costa Adriatica, in cui la natura e l’ambiente hanno anche un alto valore economico per l’offerta turistica, tale cultura è ancora assente. L’Europa non è ancora arrivata a Montesilvano?





