PIZZOFERRATO – Dopo anni di trafile burocratiche, con la pubblicazione del bando provinciale per i lavori di messa in sicurezza, si inizia ad intravedere uno spiraglio per la riapertura della “Strada del bosco”, che collega Pizzoferrato con la stazione di Palena Macchia Gravaratrade (Chieti), impraticabile da 4 anni a causa delle frane e del manto dissestato.

Il tratto è quello compreso le strade  provinciali 164 e 166, arterie vitali per i comuni di Pizzoferrato e Gamberale (Chieti), poiché consente di raggiungere in breve tempo l’Altipiano delle Cinquemiglia: Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo, note località sciistiche. 

La storia della “Strada del bosco” rappresenta uno spaccato dell’emarginazione dell’Abruzzo montano, funestato ogni anno da frane, slavine e smottamenti, soprattutto nel periodo invernale, che mettono in croce la viabilità e l’economia delle aree interne, rendendo ancor più difficile vivere e frequentare le montagne del territorio.

La Provincia di Cheti ha pubblicato il bando per l’appalto dei lavori questa settimana, per la cifra di 295 mila 500 euro di fondi regionali. Le ditte avranno tempo fino all’11 giugno per rispondere e i lavori dovranno essere ultimati entro 180 giorni. Il progetto per i lavori di messa in sicurezza è stato redatto individuando 3 tratti principali e 14 tratti secondari di intervento sulla base della disponibilità economica e delle condizioni di dissesto dell’arteria stradale.

La strada del bosco è impraticabile dal 2014, completamente dissestata, franata. I sindaci interessati dal tratto, in particolare quelli di Gamberale, Mauro Bucci, e di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli, nell’estate dello stesso anno avevano manifestato davanti all’accesso per sollecitarne una rapida riapertura.

“È una strada di collegamento fondamentale – spiega Fagnilli – e ci consente, in meno di mezz’ora, di evitare l’esclusione dal contesto turistico ma, soprattutto, evita l’isolamento del territorio, in estate come nei rigidi inverni”. Una chiusura costata caro, in questi anni, alle attività sparse tra il medio e alto Sangro che hanno a lungo risentito  di questo forzato isolamento. Così come accade a buona parte dei paesi montani abruzzesi piegati dal dissesto ogni inverno, e non solo, che vedono aggravarsi la situazione ogni anno. (a.cal.)