GIULIANOVA – Giuseppe Simone Santoleri, ex marito e figlio di Renata Rapposelli sono stati arrestati dai carabinieri.

Erano già indagati per l’omicidio della pittrice abruzzese scomparsa a Giulianova (Teramo) il 9 ottobre scorso e ritrovata morta a Tolentino (Macerata).

L’arresto è stato eseguito a Giulianova Lido (Teramo) dove i due vivono: per entrambi la contestazione è di concorso in omicidio volontario e soppressione di cadavere.

Sono stati rinchiusi nel carcere teramano di Castrogno, dove giovedì, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, si svolgerà l’interrogatorio di garanzia ai Santoleri.

GIP ANCONA, GLI ATTI PASSANO A TERAMO

Passano a Teramo gli atti dell’inchiesta sulla morte della pittrice Renata Rapposelli. Il gip di Ancona che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare per il figlio e l’ex marito della donna Giuseppe e Simone Santoleri, arrestati dai carabinieri per concorso in omicidio e soppressione di cadavere, ha trasmesso gli atti al gip di Teramo per competenza territoriale.

Rapposelli era scomparsa dopo una visita all’ex marito e al figlio a Giulianova (Teramo) e fu ritrovata morta a Tolentino (Macerata).

GLI INDIZI CONTRO EX MARITO E FIGLIO

AUTO EX MARITO RIPRESA A TOLENTINO

La Fiat Seicento dell’ex marito di Renata Rapposelli, Giuseppe Santoleri, con bagagliaio carico di cartoni e senza cappelliera posteriore, ripresa due volte – in una si vede la targa – il 12 ottobre in direzione Tolentino (Macerata) dov’è stato ritrovato il cadavere.

È un indizio chiave per l’arresto dell’uomo e del figlio Simone per l’omicidio della pittrice, scomparsa il 9 ottobre e, secondo gli inquirenti, uccisa in quella data.

GRAVI INDIZI

Verrà trasmesso domani alla Procura di Teramo, competente secondo lo stesso pm di Ancona Andrea Laurino, il fascicolo sull’omicidio della pittrice Renata Rapposelli uccisa, per l’accusa, il 9 ottobre scorso a Giulianova dall’ex marito e dal figlio. Lo ha deciso il gip di Ancona Carlo Cimini che ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari “urgenti” per i due, arrestati dai carabinieri.

FASCICOLO A TERAMO NEI PROSSIMI GIORNI

Arriveranno a Teramo solo nei prossimi giorni gli atti relativi al fascicolo sull’omicidio di Renata Rapposelli, la pittrice teatina scomparsa a Giulianova lo scorso 9 ottobre e il cui cadavere fu ritrovato sul greto del fiume Chienti a Tolentino. Dopo la dichiarazioni di incompetenza territoriale dei magistrati di Ancona, saranno infatti necessari i tempi tecnici perché il fascicolo possa arrivare sul tavolo della Procura di Teramo, che dovrà procedere con gli adempimenti del caso. Gli inquirenti sarebbero infatti convinti che la donna sia stata uccisa a Giulianova, dove era arrivata per parlare con i familiari, e poi che il suo corpo successivamente trasportato nelle Marche.

INTERROGATORIO DI GARANZIA, LEGALI DEI DUE ARRESTATI, “ORA RIESAME”

Si svolgerà giovedì, nel carcere di Castrogno a Teramo, davanti al gip del Tribunale di Teramo, l’interrogatorio di garanzia di Simone e Giuseppe Santoleri, figlio ed ex marito della pittrice teatina Renata Rapposelli. 

Questa mattina, intanto, padre e figlio hanno incontrato in carcere i loro legali e sono apparsi abbastanza tranquilli. 

“In questi mesi li avevamo preparati a questa eventualità – hanno sottolineato gli avvocati Gianluca Reitano e Gianluca Carradori, che insieme all’avvocato Alessandro Angelozzi difendono Simone e Giuseppe Santoleri – trattandosi di un’indagine per omicidio. Sono abbastanza tranquilli, per quanto si possa esserlo in una situazione del genere”.

I due legali, da una prima lettura dell’ordinanza, ritengono che quest’ultima sia “deboluccia” e “faccia acqua da tutte le parti” annunciano la volontà di fare ricorso al riesame.

Per Giuseppe Santoleri, in ogni caso, i legali starebbero valutando la richiesta di un suo trasferimento in una struttura sanitaria.

“Per il padre, non essendo le sue condizioni di salute compatibili con il carcere – ha detto Carradori – vedremo di chiedere il trasferimento in una struttura come quella di Villa San Giuseppe, dove è stato ad Ascoli Piceno”.

IL FIGLIO HA SCARICATO DAL WEB LA SENTENZA DEL CASO ROBERTA RAGUSA

Prima che venisse ritrovato il corpo della madre, il figlio, scaricò su internet la sentenza della Cassazione sul caso di Roberta Ragusa, la 44enne di San Giuliano Terme (Pisa), scomparsa da casa tra il 13 e il 14 gennaio 2012: il marito della Ragusa, Antonio Logli, è stato condannato in primo grado a 20 anni di carcere per averla uccisa e averne distrutto il cadavere.

Il corpo della 44enne non è stato ritrovato.

La Cassazione però aveva annullato il proscioglimento di Logli, che poi è stato ritenuto colpevole e dovrà affrontare il processo d’appello il 18 marzo prossimo. Il caso potrebbe avere analogie con quello della pittrice, secondo l’accusa uccisa il 9 ottobre a Giulianova, il cui cadavere era stato rinvenuto il 12 novembre sulla riva del fiume Chienti a Tolentino (Macerata). “Chienti” è un’altra parola che salta fuori da una delle ricerche compiute sul web da Simone Santoleri in quel periodo.

Nel corso di una conferenza stampa, oggi la procuratrice reggente di Ancona, Irene Bilotta, ha ipotizzato che padre e figlio abbiano cercato di gettare il corpo in acqua senza riuscirci per la particolare morfologia dell’argine: il cadavere, avvolto nel cellophane e coperto da cartoni, sarebbe stato trasportato lì con la Fiat Seicento di Giuseppe Santoleri, inquadrata da telecamere verso le 11.15 del 12 ottobre: in una rotatoria a Porto Sant’Elpidio (Fermo) e poi a Morrovalle (Macerata) sulla strada statale per Tolentino.