L’AQUILA – Il Festival “Pietre che cantano” si chiude domani 18 agosto alle ore 21 nella Chiesa di San Panfilo a Ocre con un omaggio a Schumann e Wolf, a duecento anni dalla nascita del primo e centocinquanta del secondo.
La serata conclusiva dell’undicesima edizione, che si è distinta come una delle iniziative artistiche e culturali più apprezzate e seguite della regione, anche per il suo impegno sociale e civile, porta la firma di una star della lirica internazionale, il mezzosoprano abruzzese Monica Bacelli, per la prima volta a “Pietre che cantano”, accompagnata al pianoforte dal direttore artistico del festival, Luisa Prayer.
La serata sarà, inoltre, presentata da Michele Suozzo, insegne musicologo ed esperto di repertorio lirico e liederistico, noto al grande pubblico della radio per La Barcaccia, trasmissione di grande ascolto di Radio Tre dedicata alla lirica e alla musica vocale.
La cantante, di casa alla Scala, al Covent Garden di Londra, al San Carlo di Napoli e alla Philarmonie di Berlino, così come nei più importanti teatri lirici del mondo, ha composto con la Prayer un raffinato programma di Lieder di Schumann e Wolf.
In particolare si ascolteranno le celebri Ballate di Mignon tratte dal Wilhelm Meister di Goethe, nella versione musicale di entrambi i compositori, oltre allo splendido ciclo schumanniano Preghiere di Maria Stuarda op. 135 – ciclo “femminile” del 1852 composto da cinque preghiere con il quale il compositore dà l’addio al lied identificandosi con i dolori della regina di Scozia e nel suo addio al mondo, e a una serie di Lieder tratti dall’Italienisches Liederbuch di Wolf.
Un grande, raffinato concerto di chiusura, dunque, per entrare nel cuore della poesia romantica, poesia del paesaggio naturale e sentimentale, che sono le due anime di “Pietre che cantano” e dei luoghi che ospitano i concerti del Festival.
Luisa Prayer non a caso ha voluto inserire nel programma del concerto le celebri Ballate di Mignon dal Wilhelm Meister di Goethe.
Ne spiega le ragioni: “La prima ballata – afferma la pianista – si apre proprio con il celebre verso ‘Conosci tu la terra dove fioriscono i limoni?’. Questa terra è l’Italia, vagheggiata dai poeti e musicisti tedeschi ed europei (numerosissimi musicarono i versi di queste liriche) come luogo di profonda suggestione, dove le tracce ancora visibili di un passato grandioso e mitico, quello della classicità e dell’arte, si fondono con la bellezza di un paesaggio e la dolcezza di un clima, che commuovono chi a questa bellezza tende come a un luogo ideale”.






