L’AQUILA – Uno scempio di quello che una volta era uno dei più suggestivi scorci da cartolina dell’Aquila.
Ecco quello che da luglio a oggi hanno saputo produrre l’assessorato comunale all’Ambiente di Alfredo Moroni e la onlus pescarese “L’Aquila Vola” nel piazzale di Collemaggio, prato lussureggiante prima del terremoto, ghiaiosa base di una tendopoli dopo il 6 aprile 2009 e ora trasformato in un’orrenda palude antistante la Basilica semidistrutta dal sisma.
Eppure il piazzale doveva tornare all’antico splendore entro settembre, e non diventare una gigante “pescolla” (come si dice all’Aquila).
A luglio, infatti, è stato annunciato un piano di riqualificazione, e per una volta sembrava tutto molto semplice e rapido: nuovo prato, nuovo impianto di irrigazione, progetto da 200 mila euro, somma da raggiungere in parte con una sottoscrizione e per il resto con il contributo del Comune. I tempi? Appunto entro settembre, dopo la Perdonanza.
Lo scorso 5 ottobre (con lo slittamento di un mese) sono effettivamente cominciati i lavori, con la rimozione della ghiaia che aveva fatto da fondo per la tendopoli del post-emergenza: operazione affidata all’esercito, con l’intuizione (buona, questa) di riciclare la ghiaia per la manutenzione dei cimiteri del capoluogo.
Sembrava tutto ben avviato quando improvvisamente i lavori si sono fermati. Come se non bastasse sono emersi maggiori aspetti del progetto, purtroppo peggiorativi: niente impianto di irrigazione, ma solo la risistemazione del prato, con un budget falciato a 64 mila euro.
AbruzzoWeb ha indagato sulla causa dello stop ai lavori, e l’assessore e la onlus hanno messo su uno stucchevole scaricabarile: “Sono in corso procedure da parte dell’associazione” (Moroni), “Serve un’autorizzazione di donazione da parte del Comune” (L’Aquila Vola).
Quadro completato dalla posizione del Rotary Gran Sasso, che ha contribuito a trovare la somma per i lavori: non è colpa di nessuno, solo della burocrazia.
Sarà. Fatto sta che un mese e mezzo dopo queste concilianti dichiarazioni, la situazione è ancora bloccata, i lavori sono ancora fermi e, con le piogge prima e le nevicate poi, il piazzale di Collemaggio oggi fa semplicemente schifo.
Non resta che augurarsi che la burocrazia riesca a sbloccarsi e sperare che il prato sia rimesso a nuovo. Possibilmente prima della Basilica.
Altrimenti tanto valeva lasciarci la ghiaia. (alb.or.)
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