L’AQUILA – Si conclude l’iter nelle Commissioni del “Piano Sociale Regionale” che è stato approvato dopo un denso processo di confronto e audizioni.
“Sono importanti conquiste per la sanità abruzzese, – commenta il presidente della Commissione, Mario Quaglieri – che restituiscono il senso della partecipazione e dell’ascolto dei territori. Sia sul Piano sociale che per la risoluzione sul 118 aquilano sono state coinvolte nella discussione associazioni e istituzioni che hanno contribuito a migliorare e chiarire molti aspetti dei provvedimenti”.
Di ben altro avviso l’opposizione che giudica “non concertato con associazioni e territorio”.
Voto all’unanimità in Commissione sanità per la risoluzione che impegna la Giunta regionale ad attivare una postazione 118 nel Poliambulatorio di Bazzano, all’Aquila. Il documento, presentato dai consiglieri regionali aquilani Americo Di Benedetto, Pierpaolo Pietrucci e Roberto Santangelo, è stato condiviso da tutte le forze politiche.
“L’approvazione all’unanimità della risoluzione da me proposta finalizzata all’attivazione di una seconda postazione del 118 con ambulanza medicalizzata presso il Poliambulatorio di Bazzano/Paganica, che va ad aggiungersi a quella già presente presso l’Ospedale San Salvatore, è per me motivo di orgoglio e grande soddisfazione: anche la zona est della città avrà una postazione del 118″, commenta Di Benedetto.
Rassicurazioni sull’impegno del governo regionale per la creazione del presidio sanitario, sono arrivate, questa mattina in Commissione, dall’assessore Nicoletta Verì e dal direttore generale della ASL1, Ferdinando Romano. La risoluzione è stata stimolata da numerose associazioni sociali, culturali e di volontariato del territorio che da tempo chiedono il nuovo punto 118 a Bazzano, luogo considerato strategico rispetto alla distribuzione della popolazione nell’area aquilana, visto il mutato quadro abitativo post-terremoto.
Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e componente della Commissione “Salute, Sicurezza sociale, Cultura, Formazione e Lavoro” Mauro Febbo si dichiara estremamente soddisfatto per l’approvazione, in Commissione, del Piano sociale regionale 2022-2024.
“Si tratta – spiega Febbo – della conclusione di un lungo percorso iniziato con il lavoro proficuo dell’Assessorato e del Dipartimento competenti e poi continuato in Commissione. Il Piano sociale è certamente un provvedimento strategico molto atteso in un momento storico particolarmente difficile causato dalla pandemia che ha causato, e acuito, le numerose problematiche dal punto di vista sociale ed economico a danno dei singoli, delle famiglie e soprattutto dei giovani. C’era la necessità di arrivare a una approvazione in tempi celeri con il Dipartimento che ha lavorato per mesi avvalendosi di una cabina di regia ben strutturata, formata da 63 membri, che si è confrontata con tutte le realtà, dalle associazioni alle organizzazioni agli enti locali singoli e organizzati. Un dibattito costruttivo che è stato proseguito in Quinta Commissione con tante audizioni che hanno permesso di affrontare le diverse indicazioni emerse”.
“Il nuovo Piano sociale regionale, che impegnerà risorse per oltre 650 milioni di euro, importo di circa 3 volte superiore a quello stabilito dal precedente Governo regionale, è innovativo in quanto peraltro prevede sia l’indicazione precisa e dettagliata dei fondi a disposizione, nazionali e regionali, sia delle categorie fragili a cui è principalmente rivolto con precisi riferimenti al sistema dei Leps (Livelli essenziali delle prestazioni sociali). Dopo la definitiva approvazione in Consiglio regionale e l’entrata i vigore, il nuovo strumento sarà operativo e a disposizione dei territori per dare quelle risposte che attendevano da tempo e che permetterà alla nostra regione di fare un notevole passo in avanti. Oggi – conclude Febbo – abbiamo replicato con i fatti a chi, in queste settimane, ha “volgarmente” accusato di inattività questa maggioranza”.
Il centrosinistra al contrario attacca.
“ln V Commissione arriva un Piano sociale non concertato con il territorio, la Regione non raccoglie la richiesta di essere coinvolte che da settimane 31 istituzioni abruzzesi che operano nel comparto reiterano al governo regionale, anche in vista della redazione della proposta del PNRR Sanità che l’Ente dovrà fornire entro il 28 febbraio al Governo e che ad oggi appare monca e, soprattutto, non concepita insieme alle Associazioni degli utenti e dei familiari che utilizzano i servizi sociali alle quali la maggioranza ha sbattuto la porta in faccia, negandosi in modo becero e incivile”,
Questo l’allarme dei consiglieri dei gruppi Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Misto.
“Tutto questo accade in un momento che è decisivo per la programmazione anche dell’assistenza sanitaria territoriale – avvisano i consiglieri Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani, Marianna Scoccia – perché in queste settimane la Giunta Regionale sta chiudendo l’action-plan per la spesa delle risorse della Missione Salute del PNRR e dovrebbe definire con il Governo un nuovo modello organizzativo della rete assistenziale. Abbiamo un’occasione unica per ripensare l’integrazione sociale-sanitario che è il vero salto di qualità a vantaggio dei cittadini fragili, specie quelli con patologie mentali che maggiormente vivono l’esigenza di un’integrazione fra le due dimensioni e invece si tengono i piani ben distinti. L’ipotesi di cui parliamo è del tutto scollegata dal piano sanitario, è dunque è impresentabile come piano socio-sanitario”.
“E il fatto che sia scollegato lo dimostra il metodo adottato dalla Regione, che, cosa gravissima, si appresta a presentare il documento più importante per quanto riguarda il PNRR a trazione regionale, che quello sulla sanità, senza aver fatto un momento di confronto con nessuno. Le associazioni che si erano messe a disposizione per fare un lavoro più concreto e rispondente alla realtà territoriale, sono state tagliate fuori dalla concertazione, persino maltrattate. Questo sarebbe il piano socio sanitario del futuro? Vero è che per metodo e per contenuto questo piano ci riporta notevolmente, mentre tutto il resto del mondo ragiona in modo diverso, nel perfetto stile di governo lento e inefficace a cui questa maggioranza ci ha abituato. Né trova alcun fondamento la fretta di distribuire i fondi, visto che siamo a febbraio e l’ultimo Consiglio risale al 31 dicembre e sono pochissime le Commissioni, convocate fino ad oggi. Non è possibile che il centrodestra impedisca una concertazione con le associazioni che chiedono solo di comprendere come si armonizzerà il piano sociale con il piano di azione sanitario sui fondi del PNRR”, conclude la nota.







