L’AQUILA – Verrà approvato giovedì prossimo, 30 marzo, dal Consiglio comunale dell’Aquila, lo stato di avanzamento della procedura formativa e l’assunzione della proposta in prima stesura del nuovo Piano regolatore generale, strumento urbanistico del capoluogo atteso da oltre quarant’anni.
La proposta di delibera da trasmettere in aula, a firma dell’assessore all’Urbanistica Pietro Di Stefano, è stata varata il 21 marzo scorso dalla Giunta, arrivata quasi a fine mandato.
“Ho chiuso la delibera e ora lo porto in Consiglio, che dovrà deliberare il percorso – spiega – È una prima stesura, questa, che verrà fatta conoscere all’amministrazione, ed è importante farlo ben prima delle elezioni per evitare possibili assalti alla diligenza”.
L’accelerazione avviene perché, ribadisce Di Stefano, il Prg “non può essere materia di scontro elettorale, è troppo importante che si faccia”.
“Dopo il voto, il percorso dovrà riprendere e la nuova amministrazione dovrà capire il da farsi, si troverà un iter già tracciato – continua – Io non me lo sono trovato, ma lo lascio in eredità, e il Piano non lo adottiamo per rispetto di chi verrà dopo, anche se avremmo potuto farlo”.
Un punto, questo, su cui la linea-Di Stefano è prevalsa sui desiderata del sindaco, Massimo Cialente, che spingeva anche per l’adozione definitiva del piano al termine del suo decennio da primo cittadino. “Guai se non ci si riuscisse, diventerebbe un problema anche per la Corte dei conti!”, lanciava l’avvertimento ancora a ottobre 2016.
L’adozione formale, invece, sarà votata dal nuovo Consiglio comunale, ammesso che la nuova amministrazione gradisca questa versione del piano, coordinato dall’architetto Daniele Iacovone, e solo a quel punto si avvierà la procedura prevista dalla legge regionale 18 del 1983.
Subito dopo l’approvazione in aula comincerà un percorso partecipativo in cui si potranno fare osservazioni.
La prima stesura del piano segue all’approvazione del documento preliminare del nuovo Prg, licenziato il 26 novembre del 2015.
Il nuovo Prg recepisce tutti i piani settoriali che dal 1975 sono stati redatti e approvati, compreso il piano d’area del Gran Sasso e la variante di salvaguardia sulle “aree bianche” con vincolo decaduto e mai più normate.
Fra gli obiettivi generali del nuovo Prg, preservare le risorse naturali attraverso zero consumo di suolo, recuperare gli ecosistemi degradati; attuare la rigenerazione urbana attraverso unità urbane in base alla qualificazione dei tessuti esistenti.




