L’AQUILA – Alla fine ce l’hanno fatta tutti i comuni del cratere, in un modo o in un altro, a rispettare la scadenza del 10 dicembre fissata dalla legge Barca per la predisposizione dei piani di ricostruzione (Pdr) dei centri storici.
Per molti è stata una corsa contro il tempo, in particolare per quegli enti che ancora erano in attesa dell’autorizzazione dell’ex Ufficio coordinamento ricostruzione (Ucr) a impegnare le somme per procedere all’affidamento dell’incarico della redazione dei piani da parte delle università o dei tecnici privati.
Per questi comuni si è deciso di far approvare una delibera di Consiglio in cui fossero dettate almeno le linee guida dei piani e tamponare così i tempi strettissimi stabiliti nella norma voluta dal ministro per la Coesione territoriale.
Sono 14, invece, le amministrazioni che hanno già raggiunto l’intesa con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e quello della provincia di appartenenza, completando l’iter stabilito dal decreto commissariale numero 3 del 2010. Ora dovranno verificare la compatibilità dei piani di ricostruzione con gli strumenti urbanistici vigenti, in caso contrario sarà necessario anche l’accordo di programma con la relativa provincia, come prevedono le procedure ordinarie e la stessa legge Barca.
Si tratta dell’Aquila, di Rocca di Mezzo (L’Aquila), Bussi sul Tirino (Pescara), Brittoli (Pescara), Civitella Casanova (Pescara), Cugnoli (Pescara), Montebello di Bertona (Pescara), Popoli (Pescara), Ofena (L’Aquila), Rocca di Cambio (L’Aquila), Ovindoli (L’Aquila), Lucoli (L’Aquila), Barete (L’Aquila) e Barisciano (L’Aquila). In questi ultimi due casi, però, l’intesa riguarda un solo ambito dell’intero centro.
In 20 hanno proceduto all’adozione del piano entro il 31 agosto scorso, data ultima della gestione emergenziale. Otto entro il 2011: Goriano Sicoli (L’Aquila), Castel del Monte (L’Aquila), Castelvecchio Calvisio (L’Aquila), Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Villa Santa Lucia (L’Aquila), San Pio delle Camere (L’Aquila), Cocullo (L’Aquila) e Villa Sant’Angelo (L’Aquila). Dodici nel 2012: Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila), L’Aquila e frazioni (fatta eccezione per Onna, il primo piano adottato in assoluto il 15 novembre 2011), Ocre (L’Aquila), Fossa (L’Aquila), Navelli (L’Aquila), Barisciano – ambito A2, Collarmele (L’Aquila), Poggio Picenze (L’Aquila), Caporciano (L’Aquila), Castel di Ieri (L’Aquila), Acciano (L’Aquila), Castelvecchio Subequo (L’Aquila) e Bugnara (L’Aquila).
I restanti 24, infine, l’hanno fatto dopo l’addio di Chiodi. Nel frattempo L’Aquila per la frazione di Onna, Fossa e Villa Sant’Angelo hanno anche siglato i rispettivi accordi di programma con l’amministrazione provinciale del presidente Antonio Del Corvo, che andranno ratificati dai consigli comunali entro 30 giorni dalla firma.
Si è risolta con un’adesione totale, quindi, la lunghissima polemica “piani sì, piani no” che ha animato il dibattito tra chi li riteneva indispensabili, soprattutto l’allora dominus della ricostruzione Gaetano Fontana, ex direttore dell’Ucr, e chi li vedeva come il fumo negli occhi, cioè il Comune dell’Aquila, che sulla questione ha intavolato una battaglia dai toni durissimi.
Con l’uscita di scena di Fontana, incappato in un’inchiesta della procura dell’Aquila sul secondo filone legato a Ecosfera e su presunti favoritismi alla società romana nell’ambito dell’elaborazione proprio dei piani di ricostruzione, la situazione sembrava risolta in favore del capoluogo.
Invece Barca ha mantenuto la posizione precedente e, proprio sul filo di lana prima dell’addio di Chiodi, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si accomodò allo stesso tavolo con l’ex commissario per sottoscrivere l’intesa.
L’unico vincolo posto dall'”inviato speciale” del governo di Mario Monti era quello di fare presto e, comunque, non oltre lunedì scorso.
Adesso la palla passa all’esecutivo che dovrà decidere quanto e come iniziare a finanziare le opere e i progetti già cantierabili o in dirittura d’arrivo, disegnando una “road map” che metta al riparo il territorio dall’inevitabile caos generato dal “rompete le righe” deciso in vista delle elezioni politiche.



