PESCARA – “L’ennesimo devastante attacco all’ambiente con la trivellazione di un’area di 500 chilometri quadrati a soli 12 chilometri da Pescara, è di una gravità inaudita”.
Lo dice il segretario regionale di Sinistra ecologia e libertà, Gianni Melilla sul rischio che a breve comincino trivellazioni vicino alla costa pescarese.
“Una multinazionale – continua Melilla – tenta un’operazione di cui l’opinione pubblica abruzzese non sa niente a partire dalle tecnologie usate sino al progetto. Dopo quello che è successo in tante parti del mondo occorre far prevalere il principio della precauzione scientifica”.
“Il mare Adriatico – prosegue ancora – è un mare chiuso, quasi un lago, e pensare di costruire un impianto di quel tipo a pochi chilometri da una costa abitata da centinaia di migliaia di persone è semplicemente folle. Per non parlare dei possibili riflessi per le attività turistiche e della pesca”.
“Sel – sostiene il coordinatore – chiede alla Regione di fermare questo progetto e puntare invece sull’Abruzzo regione verde d’Europa, che tutela il suo mare e la sua costa come si sta facendo con il parco nazionale della costa dei trabocchi dell’area marina protetta del Cerrano, con le riserve regionali di Puntaderci, delle Leccete del Sangro, della pineta Dannunziana, del Borsacchio, della riserva statale Santa Filomena”.
“Sel promuoverà un’ampia mobilitazione insieme a tutte le altre forze ambientaliste di Pescara e della Regione”, conclude Melilla.






