L’AQUILA – Sciopero della fame a oltranza del responsabile del dipartimento delle Garanzie e dei Diritti del Pd della provincia dell’Aquila, Giulio Petrilli, contro l’assenza di una legge che renda retroattiva la norma che sancisce la riparazione per ingiusta detenzione.
La legge venne approvata con il nuovo codice di procedura penale nell’ottobre del 1989. Prima di quella data le persone detenute e poi assolte non hanno potuto beneficiare di alcuna riparazione.
Tra loro, Petrilli, che ha scontato cinque anni ed otto mesi di carcere prima di essere assolto.
“Il dettato costituzionale secondo cui la legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari – spiega Petrilli in una nota – non è valido per tutti coloro che sono stati assolti prima del 24 ottobre 1989. Per spingere la commissione Giustizia a calendarizzare i disegni di legge per rendere retroattiva la legge ho iniziato uno sciopero della fame. Una battaglia questa, fatta anche per conto dei tanti che come me hanno scontato anni e anni di carcere per poi essere assolti”.
Petrilli ricorda che sono molte le proposte presentate e che “ultimamente diversi giuristi, esponenti di forze politiche e associazioni, giornalisti, cittadini e cittadine hanno sottoscritto un appello per introdurre la retroattività nella riparazione per ingiusta detenzione, ma tutto rimane fermo”.
Secondo Petrilli, “in base ai dati Eurispes, in Italia dal 1945 ad oggi ben 4 milioni e mezzo di persone sono state vittime di errori giudiziari, ma di queste solo venticinquemila hanno avuto un risarcimento”.
La protesa dell’ex segretario del Prc aquilano cade proprio in un momento in un momento molto delicato in cui il dibattito sulla giustizia è accesissimo e con il governo Berlusconi parla di nuove riforme del sistema giudiziario.
IL TESTO DELLA NOTA DI GIULIO PETRILLI
Da oggi ho iniziato uno sciopero della fame a oltranza per l’attuazione dell’articolo 24 della Costituzione che imporrebbe la retroattività per la legge sulla riparazione per ingiusta detenzione che recita “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari. Quest’ultimo, il comma 4, dell’articolo 24 della Costituzione, stabilisce il diritto ad avere la riparazione da errore giudiziario”.
Ma questo dettato costituzionale, non è valido per tutti coloro che sono stati assolti prima del 24 ottobre 1989, data che vede l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, che negli articoli 314 e 315, ha introdotto l’equa riparazione per ingiusta detenzione. L’anticostituzionalità nel non aver concesso la retroattività a questa legge è palese e per riparare a questo aspetto, in questi anni e in varie legislature, sono stati proposti dei disegni di legge, che non sono stati mai discussi.
Anche in questa legislatura, giacciono alla Camera, come al Senato, diversi disegni di legge che non vengono neanche calendarizzati nelle commissioni giustizia dei due rami.
Un’ingiustizia profonda, per chi ha patito anni e anni di ingiusta detenzione e non ha avuto nessuna forma di risarcimento.
Ultimamente diversi giuristi, esponenti di forze politiche e associazioni, giornalisti, cittadini e cittadine hanno sottoscritto un appello per introdurre la retroattività nella riparazione per ingiusta detenzione, ma tutto rimane fermo.
Per spingere la commissione giustizia a calendarizzare i disegni di legge in questione, ho iniziato da oggi uno sciopero della fame. Una battaglia questa, fatta anche per conto dei tanti che come me hanno scontato anni e anni di carcere per poi essere assolti, (io ho scontato cinque anni ed otto mesi di carcere prima dell’assoluzione) e non hanno avuto nessuna forma di risarcimento per i motivi sopraesposti.
DAL 1945 AD OGG “4,5 MILIONI DI ERRORI GIUDIZIARI”
“In base ai dati Eurispes, in Italia dal 1945 ad oggi ben 4 milioni e mezzo di persone sono state vittime di errori giudiziari”. Afferma Petrilli in una seconda nota. “Questo riguarda persone prosciolte in istruttoria, o giudicate innocenti nei dibattimenti di primo grado o di appello o dopo nuovi processi susseguenti a revisioni”.
Di queste solo venticinquemila persone hanno avuto un risarcimento, infatti dall’ottobre 1989 ad oggi (data di entrata in vigore della legge sul risarcimento da ingiusta detenzione) sono stati risarciti in media più di mille persone l’anno. Tanti non hanno potuto avere accesso a questo istituto perché la legge non è retroattiva, proprio per questo i due milioni e mezzo di persone,che all’incirca dal 1945 al 1989 sono state vittime di errori giudiziari non possono far richiesta di risarcimento”.
Questo non è giusto. Ma in questi giorni la presentazione del disegno di legge da parte del gruppo radicali Pdstà smuovendo le acque, cercando di risolvere questo problema. Una persona che dopo aver scontato tanti anni di carcere è stata assolta diceva: il gelo nelle ossa ti rimane per sempre. Una frase che colpisce nella descrizione reale di ciò che ti rimane dentro dopo una esperienza simile”.
“Questa battaglia intrapresa dai parlamentari radicali Pd , si inserisce in quella più generale della difesa dei diritti delle persone e sancisce l’applicabilità del risarcimento per tutti coloro che sono stati in carcere ingiustamente”.






