PESCINA – L’autopsia sul corpo di Cristian Troiani, il carabiniere di 37 anni trovato morto nella sua abitazione di Pescina (L’Aquila) ieri mattina, confermerebbe la versione, accreditata sin dalle prime ore, del suicidio.
L’anatomo patologo ha finito da poco il suo lavoro e anche se non c’è ancora un referto ufficiale, la tesi che il militare in servizio presso la stazione di Collarmele (L’Aquila) abbia deciso di farla finita sparandosi un colpo con la sua pistola d’ordinanza è certa.
In paese in questi due giorni sono circolate tante voci, alcune addirittura facevano trapelare l’ipotesi che potesse trattarsi anche di un omicidio.
“È una reazione plausibile, in particolare tra familiari e amici stretti, quando ci si trova davanti a un gesto che appare così assurdo”, è il commento del sindaco del centro marsicano, Maurizio Di Nicola, che stamattina è stato anche assunto come avvocato da uno dei fratelli del carabiniere per assistere la famiglia nei procedimenti in corso.
“Tutta la città è profondamente addolorata per quello che è accaduto – ha aggiunto il sindaco al telefono con AbruzzoWeb – era un carabiniere diligente, un uomo impegnato nel sociale, una persona davvero disponibile, siamo increduli”.
Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto dalla moglie (la coppia non ha figli) di ritorno dal turno di lavoro notturno alla Micron di Avezzano (L’Aquila).
Dopo l’allarme si era recato sul posto il Reparto investigazioni scientifiche (Ris) dei carabinieri e i comandante provinciale dell’arma. (l.b.)





