L’AQUILA – Ma certo, era un pesce d’aprile. Il piano faraonico del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, per costruire in tre anni un nuovo ospedale, la metro di superficie e la sede un ministero distaccato da Roma, in realtà non esiste.

Alla bufala di AbruzzoWeb, però, hanno creduto in tanti, e il passaparola sul web non ha fatto che amplificarne gli effetti. I commenti sulla nostra pagina di Facebook si sono sprecati, per non dire degli accessi.

Anche perché, a sorpresa, in seguito si è aggiunto a dar man forte un contro-pesce d’aprile con i fiocchi escogitato dall’ufficio comunicazione dell’Ente, che ha sganciato un’altra incredibile bomba: Nicole Minetti assunta all’ufficio stampa dell’amministrazione, in sostituzione della povera Simona Malavolta.

Apriti cielo. Nuovo giro della rete e notizia di bocca in bocca. Tanto che al primo cittadino, impegnato in una giornata metà romana e metà aquilana densa di appuntamenti, sono cominciate ad arrivare telefonate a pioggia.

Nel commentare questo pesce d’aprile Cialente mostra un gran senso dell’umorismo. E ne approfitta per affrontare la discussione su due problemi, questi sì molto reali: la condizione dell’ospedale San Salvatore e i ruderi dell’abortito progetto di metro.

Sindaco, è passato il piano supersegreto delle opere pubbliche?

No, me l’hanno bocciato in Giunta! È tutto legato alla storia della Minetti: un paio di assessori volevano ‘Brenda’ e me l’hanno fatta pagare!

Ah quindi non è che preferivano le bionde?

No, volevano proprio un altro genere.

Mica se la prende per questi “pesci d’aprile”?

Noo, anche perché, visto che hanno fatto il giro dell’Italia, è stato un modo per continuare a parlare dell’Aquila. Hanno abboccato un bel po’ di giornalisti!

Lo scherzo è anche un’occasione per riflettere su alcuni temi, però. Per esempio l’ospedale nuovo…

Non voglio certo farlo a Collemaggio, ma una “rilettura” del “San Salvatore” per me ci vuole.

Una “rilettura” sempre a Coppito?

Perché no. Per esempio lì il blocco operatorio è validissimo, moderno. Non è che bisogna fare un ospedale tutto nuovo. Costruisci un altro pezzo lì a seconda di quello che serve. Il San Salvatore è vecchio, su.

Perché l’idea incontra tante resistenze?

Qualunque cosa io dica, la destra parte lancia in resta. Il manager Silveri poi mi ha presentato un altro progetto, quello dell’azienda “Guerrato”: un bel restyling, ma a mio avviso non è sufficiente né funzionale. Dobbiamo rifare questo project financing, una cosa fatta bene. So che gli espertissimi sono quelli della Bocconi, poi vincerà e convincerà l’idea migliore.

Passiamo alla metro. Tanti anni e un terremoto dopo, cosa resta. Il rimpianto?

Più che altro mi resta il guaio e la rabbia per il casino che hanno fatto. Vorrei si ricordasse che, nonostante i miei sforzi, la metropolitana saltò e non si sapeva più cosa farne. Adesso rimangono…

I binari?

I binari e 20 milioni di buco. Ecco perché mi arrabbio quando qualche giovane assessore provinciale detta le regole. Di che parliamo? Questa è gente che ha fatto ‘sta cazzata, mentre un deputato, io, ogni tanto andava dicendo ragazzi, stiamo andando contro un muro. Ma mi si rispondeva non m’interessa, non ne voglio sapere.

E il ministero all’Aquila? Le ha fatto venire da ridere?

Quello non tanto! Sarebbero c…i miei! Fatemi lavorare!

Meglio riderci sopra?

Meglio riderci sopra! E poi pensiamo a lavorare, c’è ancora tanta strada da fare. (alb.or.)

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