L’AQUILA – Pescatori di orme, il nuovo romanzo di Carlo Maria Marchi, edito da Tabula Fati, tra i finalisti del Premio internazionale Michelangelo Buonarroti e del Premio letterario “Il delfino”.

“Due riconoscimenti importanti che mi hanno reso davvero orgoglioso – commenta Marchi – Sarò presente alla cerimonia di premiazione del Premio Michelangelo il prossimo 24 novembre a Forte dei Marmi, un evento prestigioso a cui sono contento di prendere parte”.

Protagonista di “Pescatore di orme” è Vito Mango: ha un dolore, una sofferenza che gli toglie il fiato, il gusto, l’olfatto. Un dolore che gli impedisce di vivere. Al suo esilio volontario a Tritone non ne sa cogliere il fascino primitivo, non è pronto a farlo, ma la magia del luogo e dei suoi abitanti lo catturano un giorno alla volta, finché “i sensi e le percezioni tornano, trascinati dal mare e dal vento, da un orizzonte pieno di incognite e vuoto di certezze, in un incedere sempre più sicuro su una battigia dove le orme del passato vengono cancellate dalle onde della vita, per lasciare piccoli segni, ricordi indelebili. E fragili promesse”. 

Carlo Maria Marchi è nato a Roma nel 1951. Già penitenziarista e docente universitario. Ha pubblicato: Sotto un cavolo (Spazioarte, 2001), Nascondere l’uomo (Spazioarte, 2002), L’acqua di pietra (Spazioarte, 2005), Sismi dell’anima (OneGroup, 2011), Una spiga di grano (Leonida ed. 2014), Quattro asparagi in fila (Leonida ed. 2015), La mamma di qua e la mamma di là (Leonida ed. 2015), Il profumo del vicolo (Leonida ed. 2017). 

Fra i testi universitari sullo studio della personalità in ambito detentivo, Il sistema penitenziario (Murgo ed. 2004), L’ordinamento penitenziario nelle sue applicazioni… Esperienze sul campo (Murgo ed. 2006), Il carcere, norma e pedagogia (OneGroup 2010). Ha avuto molteplici riconoscimenti letterari.