PESCASSEROLI – “Nel 150 anniversario dell’Unità d’Italia, grazie all’impulso di Napolitano, abbiamo scoperto che il sentimento profondo da Nord a Sud è unitario. D’altro canto si sente il desiderio di rafforzare l’impianto di autonomia locale, che abbiamo chiamato all’italiana federalismo”.
Lo ha detto questa mattina, Gianni Pittella, vicepresidente Europarlamento nel corso del dibattito “Dalla legge delega all’attuazione della riforma” moderato da Giuseppe Pace, direttore dell’agenzia Dire, nell’ambito della summer school “Andrea Geremicca” della Fondazione Mezzogiorno Europa sul federalismo in corso a Pescasseroli.
“C’é un problema non risolto – ha aggiunto Pittella – quello del divario nord-sud. Che facciamo del federalismo in un contesto del genere? Andiamo avanti a certe condizioni, che si superino tre grandi criticità: che ci sia un collegamento tra questa impalcatura del federalismo e la riforma dell’assetto dello Stato (la riforma del Senato, un nuovo rapporto con l’Ue); che i diritti essenziali dei cittadini non vengano toccati: sanità, trasporti, istruzione…; che si applichi il principio della responsabilità, mi riferisco soprattutto alla responsabilità politica”.
“Se da un lato si spinge verso l’autonomia locale – ha concluso il vicepresidente dell’Europarlamento – d’altra parte ci vuole anche la devolution verso l’alto, verso l’Europa. Ci sono ancora due problemi irrisolti: quello della governance econonomica e quello della politica estera di difesa”. Al dibattito erano presenti Luca Antonini, ordinario diritto costituzionale università di Padova; Ugo De Siervo, presidente emerito Corte Costituzionale; Ettore Jorio, docente diritto sanitario Università della Calabria.





